Venerdì, 11 Maggio 2018 19:20

Almamegretta questa sera al Santomato live. Intervista a Raiz, carismatica voce del gruppo

Raiz durante le prove Raiz durante le prove Leonardo Cecconi

di Leonardo Cecconi

PISTOIA – Trent'anni e non sentirli.

I napoletani Almamegretta sono infatti nati nel 1988, anche se nel loro sito la costituzione è posticipata al 1991 ed hanno all'attivo ben dieci album in studio e due live. Tantissime collaborazioni e tanti successi, per una formazione che stasera si presenta al Santomato live con il fondatore del gruppo Gennaro T (Gennaro Tesone) alle batteria live, Raiz (Gennaro Della Volpe) alla voce e Albino D'Amato al dub live.

In apertura Emenèl, al secolo Moreno Turi, già al fianco di Roy Paci negli Aretuska e che questa serà presenterà il suo album solista, tra black music ed elettronica.

 

Prima del concerto abbiamo intervistato il carismatico leader del gruppo, il cantante Raiz, che da alcuni anni ha intrapreso anche la carriera di attore.

 

Essere di Napoli, una città cosi multietnica e aperta, ha favorito la vostra musica?

“Sicuramente Napoli è una città di apertura, affacciata sul mediterraneo e figlia di invasioni e contaminazioni. Il napoletano si percepisce, cosciente o meno, come cittadino del mondo; anche la musica è sempre stata aperta alle influenze, ma noi non siamo stati i primi e non saremo gli ultimi. Ci sono stati Pino Daniele o James Senese e dopo ce ne saranno altri; il tratto comune sono comunque le contaminazioni, mettere tante cose insieme ed il dub è una grammatica molto semplice, sulla quale si possono costruire molte cose. Nella stessa canzone possono andare d'accordo la lingua napoletana con la musica giamaicana e va tutto bene”.

 

La partecipazione di Sanremo cosa vi ha dato in termine di visibilità e dal punto di vista professionale?

“Se non ci fosse stato Mauro Pagani come direttore artistico, non saremmo mai andati a Sanremo. Mauro voleva un siparietto, un momento di underground ed ha trovato noi. E' stata una esperienza professionale divertente, perchè ti confronti con qualcosa di assolutamente diverso rispetto a quello fatto negli anni precedenti. In due minuti concentri tutto ed è come essere nel salotto della zia, nel salotto buon d'Italia. Come esposizione, oltre al fatto di essere arrivati ultimi, non è stato un trampolino di lancio particolare”.

 

Nel 2001 avete fatto un concerto in Piazza del Plebiscito a Napoli di fronte a 70.000 persone. E' più difficile suonare davanti a tanta gente o in un piccolo locale.

“Un musicista non dovrebbe mai considerare davanti a quanta gente suona, ma sicuramente è più difficile convincere sette persone che settantamila. Quando hai davanti tanta gente non vedi le facce e suoni all'interno di una bolla, una emozione forte e palpabile; l'importante però è che il musicista trovi la sua dimensione anche quando canta da solo, che si emozioni ed emozioni il proprio pubblico”.

 

Hai anche lavorato con Fausto Mesolella, un grande della musica italiana, forse sottovalutato e che vale la pena ricordare.

”Esiste una mia carriera prima di aver suonato con Fausto ed una successiva alla sua scomparsa. E' stato un grande musicista ed è stato un grande produttore e fonico, l'uomo del sound e con lui ho lavorato sette anni, vincendo una Targa Tenco, girando i palchi di tutto il mondo. Mi ha insegnato tante cose del mio mestiere e mi ha iniziato a percepire la mia voce. Senza dirti nulla ti diceva tutto e ti metteva per strada, come un Socrate della musica”.

 

Cosa ci dobbiamo aspettare questa serata al Santomato Live? “Sarà un concerto particolare, perchè abbiamo riformato la nostra band con una formazione modo affidata ll'elettronica, con la batteria live di Gennaro T ed il dub live di Albino D'Amato. Inoltre avremo come ospite Brother Culture, un grande mc della scena inglese e canterò canzoni vecchie e nuove, anche perchè il repertorio non ci manca”.

 

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