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Sabato, 14 Luglio 2018 09:30

Prato balla con i Calexico

Un momento del concerto pratese Un momento del concerto pratese Leonardo Cecconi

di Leonardo Cecconi

PRATO – Il Festival delle Colline ha regalato un altro grandissimo concerto, con l'anfiteatro del Museo Pecci che ha ospitato i Calexico.

Il gruppo di Tucson ha trascinato i tanti spettatori in un universo fatto di chitarre e maracas, tra gipsy e mariachi, in una serata di caldo afoso al quale, i ragazzi di Tucson, sono certamente abituati. Joey Burns e John Convertino non hanno deluso gli appassionati, ben supportati da altri cinque elementi tra i quali il politrumentista Martin Wenk che si è alternato tra tastiere, fisarmonica, chitarra, sintetizzatore e vibrafono, lo spagnolo Jailo Zavara alla chitarra e voce, il trombettista e tastierista Jacob Valenzuela, il tastierista Sergio Mendoza ed il bassista statunitense, Scott Colberg.

Sedici brani di getto e quattro nel bis, momento nel quale parte del pubblico si è riversato a ballare davanti ai musicisti, per oltre un'ora di quaranta di grande musica. Da Epic a End of the world, fino a Frontiera o Cumbia de donde, passando per Serenata huasteca e Sunken waltz. L'atmosfera si fa elettrica ed il pubblico assiepato sulle tribune inizia a muoversi al ritmo dei Calexico; non sono mancati accenni e citazioni, con un giro di chitarra di Zavala su Bella ciao, un medley dedicato ai Joy Division ed un omaggio a Manu Chao. La chiusura è dedicata a Flores y tamales, Music box e la bellissima Crystal frontiers, prima del bis che arriva con Another Space, Corona e Guero Canelo, con il pubblico che ormai ha trasformato l'anfiteatro in una discoteca a cielo aperto.

Un concerto energico ed elegante che ha sicuramente lasciato soddisfatti i tanti appassionati che, lasciando le tribune, avranno sicuramente cercato con lo sguardo un coyote o un grande cactus e perchè no, un trafugato Quentin Tarantino.

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