Giovedì, 20 Dicembre 2018 18:56

Una grande Noa emoziona il Teatro Manzoni

Noa e la sua band sul palco del Manzoni (foto di Stefano Poggialini) Noa e la sua band sul palco del Manzoni (foto di Stefano Poggialini)

di Marcello Paris

Pistoia - Grazie Noa (Achinoam Nini) per l’esibizione, come sempre, emozionante.

Ci piace esordire con un ringraziamento quasi confidenziale per il rapporto che ancora una volta la grande cantante israeliana ha saputo stabilire con il pubblico del Manzoni nel tradizionale Concerto di Natale.

Grazie anche all’associazione teatrale pistoiese, e alla Fondazione Caript e Intesa San Paolo che lo hanno sponsorizzato, per questa scelta che ha regalato a chi è riuscito a prenotare il biglietto, per gratuito, un’ora e quarantacinque minuti di puro spettacolo fatto non solo dalla sua splendida ed eclettica voce ma dal coinvolgimento emozionale che ha saputo donare.

La cantante ha esordito con un inno alla Pace, più volte richiamata durante lo spettacolo, intonando “Shalom” con quel misto di lingua ebraica ed inglese alternando il suono gutturale della prima al più comune idioma americano con la mimica e lo struggimento che la canzone promuove.

Sapientemente accompagnata da uno dei più quotati chitarristi a livello internazionale, Gil Dor, Noa ha proseguito con “Ilanot” (Pini) che rimandano a suoi ricordi di ragazzina all’ombra di non meglio identificati pini su una spiaggia idealmente collegata a due sponde di un grande mare, che immaginiamo essere quell’oceano, che per tanti anni l’ha tenuta lontana dalla sua Israele dove è tornata all’età di 17 anni dopo l’emigrazione in America, terra dove si è poi di nuovo stabilita.

Quell’emigrazione che ha più volte richiamato nell’introduzione di altri brani (ben 22 complessivi) che si sono dipanati durante la serata.

Dicevamo dell’ecletticità della cantante che alterna canzoni melodiche velate di tristezza ad altre giocose dal ritmo dal sapore brasiliano accompagnandosi con le percussioni a mani nude in un magistrale ed esotico sound. Il coinvolgimento è stato poi reale con il pezzo “I don’t Know” con il quale ha invitato il pubblico a partecipare con la ripetizione delle parole.

Ma Noa ha regalato un’altra “chicca” portando a Pistoia come Special Guest il flautista Massimo Marcelli che con lei ha eseguito quattro brani: Siciliana, All The Angels, Badinerie e l’Ave Maria.

Durante lo spettacolo Noa ha dialogato idealmente con Bach con il quale ha affinità e al quale dedicherà “Letters to Bach” in uscita a fine anno. Dodici brani arrangiati e tradotti in ebraico ed inglese che parlano di temi sociali e ambientali, femminismo, eutanasia e del rapporto tra Israele e Palestina, del quale ha parlato dal palco del Manzoni auspicando il superamento delle violente contrapposizioni politico-militari.

Nel repertorio pistoiese non potevano mancare Santa Lucia, cantata in “quasi” napoletano, La vita è bella, nell’edizione inglese “Beautiful That Way”. La conclusione è stata dedicata all’Ave Maria, con l’accompagnamento di Massimo Marcelli, brano trasformato in un Inno alla Pace e alla Libertà.

Inutile dirlo, gli applausi sono stati intensi e convinti durante tutta l’esibizione.

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