Lunedì, 04 Febbraio 2019 15:30

Alla Fondazione Tronci il folk blues di Dario Lombardo e Bluesgang

Dario Lombardo Dario Lombardo

Pistoia - Dario Lombardo è un nome molto noto per il blues italiano.

Arriva alla Fondazione Luigi Tronci in corso Gramsci 37 a Pistoia giovedì 7 febbraio alle 21.30, caldamente invitato dall'Associazione Culturidea e New Generation di Francesco Burchielli e Valentino Martone.

La serata con il chitarrista e cantante Dario Lombardo conclude un ciclo iniziato con il rock and roll di Steven Tadros and the Fabulous, Dusty Broom e il mitico Joel Zoss con la Chicago Blue Revue. Nella serata del 7 febbraio accanto a Lombardo ci saranno due buone conoscenze del blues nostrano, come il funambolico Daniele Nesi (basso) e Mauro Marmugi (batteria).

La Bluesgang di Dario Lombardo nasce nel 1989 dopo il definitivo scioglimento della formazione principale dei Model-T Boogie con Giancarlo Crea, gruppo di cui Lombardo faceva parte. Dopo un periodo in cui diversi strumentisti si succedono nel gruppo, la formazione si assesta intorno a un nucleo di musicisti genovesi formato dal bassista Marco Messeri, dal batterista Maurizio Borgia e dal sassofonista Andrea "Andy" Romeo. Importante nella carriera del musicista torinese è la collaborazione con il grande Phil Guy, fratello di quel gigante del genere musicale che è Buddy. Questa collaborazione continua regolarmente e Dario Lombardo affianca a tale prestigiosa collaborazione anche altre esperienze internazionali, l'ultima delle quali lo ha visto con la sua band in tour con il bassista e chitarrista Dave Myers, esponente di grandissimo spicco del Chicago Blues.

Nella sua discografia si trovano, tra gli altri, due cd prodotti da "Il popolo del blues", “Searching for gold” e “Working Together”, oltre ad un disco della "Jazzmobile" dal titolo emblematico “I don't want 2 lose”.

Assistere ad una serata di Dario Lombardo significa riconnettersi virtualmente a tutti coloro che in Italia hanno scritto le prime importantissime pagine del Blues. Se si lasciano da parte i primi rockettari nostrani imitatori di Elvis Presley come Clem Sacco, Little Tony, Bobby Solo, per argomentare di blues è necessario rapportarsi a Fabio Treves, Tolo Marton, Roberto Ciotti, Guido Toffoletti, Lello Panico, nonché a Pistoia al mitico Nick Becattini.

Ma quando arrivò veramente il Blues in Italia? Secondo molte fonti il primo concerto si tenne proprio alla fine del secondo confitto. Nel 1945 il primo vero concerto Blues in Italia, dedicato ai soldati americani, fu a Torino dove si esibì Big Bill Broonzy; da allora ad oggi una lunga serie di bluesman americani e inglesi saliranno sui palchi d’Italia. Negli anni sessanta nacquero le prime blues band italiane sia sulla scia dei musicisti del dopoguerra (prevalentemente nelle cittadine frequentate da militari americani e inglesi), sia dall’ascolto del materiale discografico (in genere erano favorite le grandi città).

 

 

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