Speciali Reportcult: Pistoia Blues


 
 

Venerdì, 15 Maggio 2015 02:00

La morte di B.B. King porta via anche un pezzo del Pistoia Blues

di Leonardo Cecconi

PISTOIA - “Il blues non morirà mai, ma oggi se ne va una bella fetta”. Le parole di Silvano Martini sono vere e sincere e alla notizia della morte del grande B. B. King non ha potuto trattenere qualche lacrima.

Nella notte infatti, all'età di 89 anni, ci ha lasciato il più grande artista blues della storia e vera icona musicale, che ha partecipato a ben dieci edizioni del Pistoia Blues festival, con la prima apparizione nel 1980 e l'ultima nel 2012. Da tempo malato di diabete, nonostante la malattia e l'età avanzata, ha sempre continuato a girare il mondo per suonare la sua amatissima chitarra “Lucille”.

Chi meglio di Silvano Martini, responsabile della sicurezza della manifestazione pistoiese, può descriverci come era realmente l'artista americano, raccontandoci anche alcuni aneddoti molto singolari.

“B.B. King era una persona gentilissima -le parole di Silvano- indubbiamente l'artista più educato che abbia mai conosciuto, mai scortese e mai sbrigativo; appena avuta la notizia mi sono scese le lacrime in maniera naturale, come se avessi persone uno zio, uno di quei parenti che vedi raramente, ma che sai che prima o poi rivedrai. Il sapere di non poterlo più incontrare mi ha messo grande tristezza”.

Dopo aver visto il suo concerto nel 1980 come spettatore, Martini ha avuto l'occasione di lavorare con B.B.King per nove volte al Pistoia Blues, la prima volta nel 1985.

“Aveva l'abitudine di regalare ai suoi fans plettri firmati o spille di Lucille. Ricordo che per il suo concerto del 1990, mentre lo stavo accompagnando nel camerino, mi regalò una spilla bellissima proprio di Lucille. In quel momento arrivò una ragazza e gli chiese un omaggio; lui cercò nelle sue tasche, ma con grande rammarico aveva finito tutti i gadget. A quel punto mi sono sentito in dovere di darle la mia spilla, lei mi ringraziò e lui mi dette una pacca sulla spalla, guardandomi con ammirazione e dandomi del gentiluomo".

"Quasi due ore dopo il concerto - continua Martini nel suo racconto - dopo essersi riposato, montò sulla macchina per ripartire; mi sento chiamare dal suo manager e con grande stupore King mi regala una spilla di Lucille. Ogni volta che ripenso a questa cosa mi emoziono, ricordando la gentilezza di quest'uomo che a distanza di ore si era ricordato del mio gesto, il gesto di un semplice addetto alla sicurezza.”

Un altro aneddoto che Silvano ci racconta, lo riguarda ancora più direttamente e fa riferimento al concerto del 2012. “Durante la sua ultima esibizione pistoiese accadde una cosa bellissima. Stava eseguendo “You are my sunshine” e chiese al pubblico un gesto di amore e di affetto, un bacio fra innamorati. Il pubblico non capì sul momento e lui, per dimostrare il gesto, baciò la sua chitarra; guardò ancora il pubblico esclamando di non vedere nessuno baciarsi. A quel punto chiamai la mia compagna Francesca, che era dall'altro lato del palco, attraversai tutto il frontepalco e richiamando l'attenzione dell'artista, la baciai sulla bocca. King rimase entusiasta e mi indicò con una bella risata ed un bel “Give me a Yeah”. Lui era una grande amante delle donne e ripeteva spesso che voleva che lo amassero perchè era bello e non perchè era famoso”.

“E' stato per il blues -conclude Martini- quello che Elvis è stato per il rock, dando il via alla nascita di tutto il blues inglese. E' una perdita enorme per la musica. Non dimenticherò mai il suo sguardo buono; era innamorato della musica e di quello che faceva”.

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