Martedì, 30 Aprile 2019 16:34

Fondazione Tronci, il sogno della “nuova frontiera” con i Riders 66

Daniele Biagini al pianoforte Daniele Biagini al pianoforte

Pistoia - Fondazione Luigi Tronci ed Associazione Culturidea inaugurano la serie dei sabati sera dedicati al grande sogno statunitense e alla rivoluzione della beat generation.

Sabato 4 maggio dalle ore 21.30 protagonisti del primo appuntamento saranno i Riders 66, formazione composta da Antonio Giomi (chitarre e voce), Marco Pierozzi (chitarre e voce), Mauricio Gambetta (percussioni), Alessandro Agostini (basso), Ezio Menchi (chitarre e armonica) e Daniele Biagini (pianoforte).

I Riders 66 si caleranno nella tipica atmosfera che caratterizzò gli anni di "easy rider" in una costante rivisitazione di una sensazione di essere. Il gruppo scorrazza amabilmente nel produrre suoni che variano tra suggestioni statunitensi e britanniche. La band capeggiata da Ezio Menchi e Mauricio Gambetta fa costante riferimento per la propria ispirazione alla copiosa pattuglia di italo americani che calcò i più prestigiosi palchi statunitensi fin dalla metà degli anni Cinquanta. In questo ambito non si possono dimenticare i vari Jimmy Cavallo, Johnny Restivo, Teddy Randazzo, Fabian Forte, Frankie Avallon, Joe Damiano, Connie Francis, Annette Funiciello, Ronnie Dove e molti altri. Tuttavia nel loro repertorio non si disdegna qualche accenno alla musica che fu oggetto della così detta “British invasion”. Questa non avvenne solo negli Stati Uniti, ma ebbe anche una sua ondata italica.

Molti protagonisti nostrani (esistono molte testimonianze in proposito), trascorrevano le nottate sintonizzati sulle onde corte cercando di "assimilare" le melodie di nuovi pezzi, magari registrando con il Geloso, che quasi sempre si tramutavano in una delle famigerate "cover" che tanto hanno caratterizzato la storia musicale italiana di quel periodo.

La band di Antonio Giomi, Marco Pierozzi, Alessandro Agostini e Daniele Biagini però non si concentra sulle cover, ma cerca di dare il meglio di se stessa reinterpretando gli originali statunitensi e britannici. A tutt'oggi ancora nessuno è riuscito a fare una classificazione esaustiva delle cover in italiano realizzate in quegli anni e, a distanza di tanti anni, continuano a venire fuori cover sconosciute, finite nel dimenticatoio collettivo, sepolte dal tempo e cancellate dai ricordi di tanti protagonisti.

 

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