Martedì, 04 Giugno 2019 16:31

Fondazione Tronci, serata speciale con il blues di Nick Becattini

Il cantante e chitarrista blues Nick Becattini Il cantante e chitarrista blues Nick Becattini

Pistoia - Giovedì 6 giugno alle ore 21.30 la Fondazione Tronci ospita il concerto di Nick Becattini in Blues Experience.

Reduce dal successo delle jam blues, il formidabile chitarrista e cantante blues pistoiese arriva alla Fondazione Luigi Tronci per far entrare tutto il pubblico in una autentica atmosfera di Chicago. Ad accompagnarlo Becattini ci saranno amici di sempre come Carlo Romagnoli al basso e Davide Malito Lenti a percussioni e batteria.

Questo trio delle meraviglie farà vivere, nota dopo nota, l'essenza profonda del blues statunitense. Ma da dove nasce questo genere musicale? È generalmente accettato che il blues si sia evoluto dai canti spiritual africani e dai canti di lavoro. Il nome però ha un'altra origine: viene dal modo di dire inglese del Settecento “blue devils” (diavoli blu), usato per indicare le intense allucinazioni visive che possono accompagnare una grave astinenza da alcol. Abbreviata nel corso del tempo in blues, l’espressione ha iniziato a descrivere gli stati di agitazione, delirio, depressione o ubriachezza. Ancora oggi in inglese si usa winter blues per descrivere i disturbi stagionali dell’umore.

Secondo alcuni storici, la relazione tra blu e alcol potrebbe venire anche dalle leggi blu, che ancora vietano la domenica la vendita di alcol in alcuni stati degli Usa.

Sarà compito e privilegio di Nick Becattini essere la chiave di volta che sorregge l'architrave della musica afro americana fino all'anima di tutti gli spettatori. L'anima, infatti, era quella che, secondo la leggenda molti artisti neri avrebbero venduto dal demonio in cambio di una capacità e talento straordinario nel suonare e cantare.

Alla Fondazione Luigi Tronci, grazie al calendario allestito da Culturidea, in questo ultimo anno è stato possibile ascoltare un buon numero di concerti blues, soul e rock and roll. Questo percorso si conclude proprio con la presenza di quello che è sicuramente l'artista maggiormente rappresentativo del panorama pistoiese.

Fino al 1920 il blues era esclusivamente musica nera, e lo sarebbe rimasto ancora per diversi decenni, suonata dagli afroamericani per se stessi e per chi li ascoltava, ma in luoghi in cui non vi erano afroamericani, questa musica, con le sue espressioni e tonalità, non esisteva. Successivamente arrivarono le contaminazioni, fino al rock and roll ed ai bianchi che cantavano, suonavano, danzavano la musica nera e così tutto ciò è giunto in Europa, dove, attualmente si cerca, con importanti festival, di mantenere e preservare una purezza di questo genere che molti statunitensi non riconoscono più.

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