Sabato, 29 Giugno 2019 10:45

“L'America vista da Est”: l'Orchestra Leonore protagonista in Fortezza

L'Orchestra Leonore di Pistoia L'Orchestra Leonore di Pistoia

Pistoia - Ancora musica di altissima qualità per la programmazione del Pistoia Teatro Festival.

Martedì 2 Luglio (ore 21.30) un’occasione per la città di incontrare l’Orchestra Leonore e il suo Direttore Musicale Daniele Giorgi in un contesto speciale, la Fortezza medicea di Santa Barbara, con un programma di musica straordinaria ed estremamente coinvolgente, “L'America vista da Est”, incentrato su due celebri capolavori ispirati. al boemo Dvořák e al russo Šostakovič, dalle suggestioni della musica folk e jazz del continente americano.

Voluta e promossa dalla Fondazione Pistoiese Promusica, l’Orchestra Leonore, che opera all'interno dell'Associazione Teatrale Pistoiese, è un ensemble di altissimo livello nato nel 2014 sotto la guida di Daniele Giorgi, la cui personalità musicale ha plasmato il suono ormai inconfondibile dell’orchestra, catalizzando a Pistoia da tutta Europa musicisti eccellenti attivi in prestigiosi ambiti cameristici e con esperienze in importanti orchestre internazionali (tra cui Lucerne Festival Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Chamber Orchestra of Europe, Orchestra Mozart, Berliner Philharmoniker, Orchestra del Teatro alla Scala, Accademia di Santa Cecilia, Sydney Symphony Orchestra), nel comune obiettivo di fare musica insieme come atto di condivisione autentica.

Aprirà il concerto la “Suite per orchestra di varietà”, una delle opere più note di Šostakovič, soprattutto per il settimo movimento, il celeberrimo “Valzer n. 2” che Stanley Kubrick utilizzò nella colonna sonora del suo ultimo film “Eyes Wide Shut”.

Verrà proposta in questa occasione nella versione per trio classico e trio di percussioni, nell’esecuzione dell’ensemble costituito da cinque musicisti dell’Orchestra Leonore – la violinista Clarice Curradi, il violoncellista Luca Bacelli, I percussionisti Biagio Zoli, Ivan Pennino e Andrea Carattino – insieme alla pianista Irene Novi. Articolata in otto movimenti (una successione di danze, come il nome “suite” suggerisce), si ritiene che debba essere stata assemblata da Šostakovič non prima del 1956, poiché utilizza materiale proveniente da altre opere del compositore tra cui la musica composta in quell’anno per il film “Il primo scaglione”. La Suite fu eseguita per la prima volta in un Paese occidentale il 1º dicembre 1988 alla Barbican Hall di Londra con il titolo di Suite per orchestra jazz n. 2 sotto la direzione di Mstislav Rostropovich.

Nella seconda parte, Daniele Giorgi condurrà l’Orchestra Leonore nell’interpretazione dell’ultima e più famosa sinfonia di Dvořák, composta a cavallo fra il 1892 e il 1893 a New York, dove il compositore si era da poco trasferito avendo accettato l'incarico di direttore del National Conservatory. Fin dal suo arrivo, Dvořák si interessò molto ai canti negro-americani e alle tradizioni popolari dei pellerossa: ascoltò con attenzione musiche e cerimonie, trascrisse melodie, fu attratto dalle potenzialità delle scale pentatoniche. 

La “Sinfonia in mi minore” è la prima importante risposta a tali stimoli: pur senza citarne nessuna direttamente, Dvořák stesso dichiarava di aver composto il suo capolavoro sinfonico “nello spirito di queste melodie popolari”. Non a caso la chiamò “Dal Nuovo Mondo”, spiegando che il titolo si riferiva semplicemente a “impressioni e saluti dal nuovo mondo”: era infatti pensato per il pubblico europeo, cui la partitura doveva suonare come un souvenir su pentagramma.

Posto unico non numerato 12 euro.

 

 

 

 

 

 

 

 

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