Lunedì, 08 Luglio 2019 09:57

Pistoia, una serata dall'anima blues con Eric Gales e Robben Ford

Robben Ford sul palco del Pistoia Blues (foto di Giovanni Fedi) Robben Ford sul palco del Pistoia Blues (foto di Giovanni Fedi)

di Riccardo Bonaguidi

Pistoia - Serata in pieno stile blues quella di domenica 7 luglio con protagonisti due musicisti d'eccezione: Robben Ford ed Eric Gales.

Nonostante una piazza Duomo non troppo affollata, l'energia della musica non ha faticato a emergere in tutta la sua esplosività tra gli spettatori, che si sono trovati immersi in un'atmosfera dal sapore tipicamente blues.

Ad aprire il concerto la tagliente chitarra di Eric Gales che ha concluso a Pistoia la prima parte del suo tour di presentazione del nuovo album "Bookends". Proprio da questo l'artista ha selezionato la gran parte dei pezzi in scaletta. Il chitarrista di Memphis, definito da Joe Bonamassa "il miglor chitarrista al mondo", ha dato prova della sua abilità lanciandosi in lunghi assoli con cui ha saputo ammaliare e coinvolgere ogni spettatore, esprimendosi in un genere complesso, spaziando dall'ambiente tipicamente soul/blus a sonorità più crude.

Una vera e propria miscela esplosiva quella con cui Gales riesce ad arrivare fin dentro le ossa di chi ascolta, capace di trarre l'energia necessaria per suonare - come egli stesso ha sottolineato - dall'euforia collettiva. Una capacità attrattiva così forte da chiedere persino al pubblico di recarsi sotto il palco per gli ultimi minuti di concerto sfidando così, goliardicamente, l'obbligo imposto ad inizio serata di restare seduti per tutta la durata dello spettacolo.

Clima ben più disteso, invece, quello che ha avvolto la performance dello storico chitarrista di Woodlake Robben Ford. Con alle spalle 50 anni di esperienza e più di 20 dischi pubblicati l'autore americano ha si è esibito con un repertorio di grandi classici per lo più di produzione propria, arricchito di novità figlie dell'ultimo lavoro Pourple House. Come il suo predecessore in scaletta, Ford ha saputo tener viva l'attenzione del pubblico di piazza Duomo, esprimendosi, però, con sonorità più placide e distese, non disdegnando di lanciarsi in qualche improvvisazione, il tutto in un clima musicale dalle tonalità tendenti al fusion.

 

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