Martedì, 09 Luglio 2019 16:28

Negrita a Firenze: le emozioni autentiche di un concerto speciale

I Negrita in concerto I Negrita in concerto

di Andrea Capecchi

Firenze – Le parole, le emozioni, il contatto, la musica, la gioia di ritrovarsi insieme con vecchi amici per fare festa.

I Negrita sono tornati a Firenze nell'ambito del loro tour estivo per festeggiare i venticinque anni di carriera: era il lontano 1994 quando tre ragazzi, Paolo Bruni, Enrico Salvi e Cesare Petricich, conosciutisi tra la provincia aretina e gli studi universitari a Firenze, decisero di imbracciare basso e chitarra e dare vita al loro primo lavoro musicale. Da allora hanno fatto tanta strada, con dieci album all'attivo e moltissimi concerti a giro per l'Italia, oltre a tanti viaggi in varie parti del mondo, dall'Argentina alla California, dalla Spagna al Brasile, sospinti da un continuo desiderio di conoscere, provare, sperimentare. Il loro rock ha subito e continua a subire l'influsso di molteplici contaminazioni musicali, grazie alla capacità della band di osare e di rinnovarsi, proponendo al pubblico, accanto ai singoli dalle sonorità più pop-rock ed elettroniche, anche pezzi acustici o cover di pezzi blues o di world music.

Il concerto fiorentino, intimo e raccolto, ma anche emozionante e festoso, ha voluto ripercorrere le tappe fondamentali del percorso artistico dei Negrita, dagli esordi alla pubblicazione dell'ultimo album “Desert Yacht Club” e alla recente partecipazione al Festival di Sanremo. Un quarto di secolo che, come ha ricordato il frontman Paolo Bruni, non ha portato solo a una crescita del gruppo a livello musicale e professionale, ma ha segnato ciascuno di essi dal punto di vista umano: si sono conosciuti poco più che adolescenti e insieme sono cresciuti e “invecchiati”, diventando uomini maturi ma non perdendo mai la curiosità, la determinazione, l'impegno, assieme a uno spirito ironico e goliardico che strappa applausi e risate ai fan.

Il concerto si è trasformato subito nell'occasione per riabbracciare il proprio pubblico, e non in senso metaforico: la location scelta per il live, la Cavea del Teatro del Maggio Fiorentino, è un'anfiteatro a cielo aperto dove il pubblico, soprattutto quello delle prime file, si trova a contatto “fisico” con l'artista e può osservare la band da vicino, a non più di tre metri, senza barriere né recinzioni. Questa “immersione” tra il pubblico ha reso questo concerto un evento davvero speciale, con Paolo Bruni che, per l'esecuzione degli ultimi cinque pezzi, ha invitato tutti ad alzarsi dai gradoni e a cantare e saltare al ritmo dei brani di chiusura, con i fan più accaniti che si sono spinti a pochi centimetri dalla band. Come vecchi amici che si ritrovano con piacere dopo tanti anni, i Negrita hanno ricevuto l'abbraccio di Firenze e hanno restituito in cambio due ore e mezza di live, con una scaletta ricca e ben assortita, tra singoli di successo, canzoni più datate e più recenti, pezzi “rispolverati” e riproposti in una nuova veste, brani particolarmente significativi nella storia personale della band.

Tutta la prima parte del concerto è stata dominata da sonorità più “tranquille”, con un ampio ricorso alla chitarra acustica e alle percussioni; la parte finale ha visto invece l'esecuzione dei brani con un sound più rock ed elettronico, con alcuni pezzi più “energici” e “ballabili” che hanno fatto perdere al pubblico la compostezza fino a quel momento assunta. Nei pezzi in scaletta c'è l'adolescenza, sospesa tra inconsapevolezza e rievocazione nostalgica, c'è l'evasione esotica verso mondi lontani, che si accompagna a lucide e amare riflessioni sull'ipocrisia della nostra società occidentale. C'è l'amore con le sue speranze e delusioni, ci sono gli ostacoli e le difficoltà di ogni giorno, ci sono i tradimenti e i ricongiungimenti, c'è la vita, simile a “un uragano, un'autostrada in fiamme, una tempesta, un tuffo dentro a un cerchio di fuoco”.

Venticinque anni portati bene, quelli dei Negrita; magari con qualche capello in meno e qualche barba brizzolata in più, ma con l'energia e la voglia di emozionare di sempre.

 

La scaletta (parziale) del concerto di Firenze:

Il gioco

I ragazzi stanno bene

La tua canzone

In ogni atomo

Brucerò per te

Greta

Il libro in una mano, la bomba nell’altra

Tuyo (cover Rodrigo Amarante)

Malavida en Buenos Aires

Cambio

Il giorno delle verità

Magnolia

Ho imparato a sognare

Radio Conga

Rotolando verso sud

Mama maè

Bambole

Che rumore fa la felicità?

Andalusia

Soy Taranta

Non torneranno più

A modo mio

Gioia infinita

 

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