Domenica, 27 Ottobre 2019 15:14

Dalla poesia alla musica: alla San Giorgio il concerto di Giovanardi

Mauro Ermanno Giovanardi in concerto (foto di Giovanni Fedi) Mauro Ermanno Giovanardi in concerto (foto di Giovanni Fedi)

di Eleonora Lumini

Pistoia - Una grande e calorosa platea ha accolto ieri sera, alla Biblioteca San Giorgio, l'artista Mauro Ermanno Giovanardi.

Giovanardi ha ripercorso con sincerità e passione il suo percorso artistico dai La Crus, band rock italiana degli anni Novanta a “La mia generazione”, ultimo album da solista del cantautore milanese.

L'evento, che si inserisce all'interno del festival “L'anno che verrà: i libri che leggeremo”, è stata l'occasione per avvicinare il mondo della musica a quello della letteratura.

Il concerto è stato preceduto dalla conversazione “Dai La Crus a La mia generazione” con Fulvio Paloscia (La Repubblica) in cui Giovanardi, autore raffinato, ha ripercorso la sua carriera artistica da gli anni con la band La Crus all'ultimo lavoro discografico “La mia generazione”. Quest'ultimo, un atto d'amore che racconta gli anni novanta e quella fortunata stagione del rock indipendente italiano ripercorrendo alcuni brani storici di Afterhours, Cristina Donà, Bluvertigo, Marlene Kunz, Subsonica, Neffa e Casinò Royale.

La carriera artistica di Mauro Ermanno Giovanardi è una storia che conta otto album con la storica band milanese dei La Crus, fondata nel 1994 insieme a Alex Cremonesi e Cesare Malfatti, e cinque da solista. Una percorso che ha saputo unire in perfetto equilibrio due poli distinti, ovvero il proprio background derivante da quelle avanguardie sonore della musica esterofila post-punk degli anni ottanta e la tradizione della musica d'autore italiana.

Spiega Giovanardi: “con i La Crus abbiamo iniziato a suonare già negli anni Ottanta cantando in lingua inglese e scimmiottando un po' le band di quella scena anglofona. Avevamo capito che era necessario farci comprendere e che cantare in italiano era molto importante per riscoprire la poetica della parola. La madre della mia ragazza di allora, diceva sempre che avevo un modo di cantare triste molto vicino a Luigi Tenco e disse che dovevo ascoltare “Angela”. Ne rimasi affascinato e da quella fascinazione sono nate le prime canzoni dei La Crus e i primi album. Sono stati anni bellissimi di ricerca e sperimentazione”.

Luigi Tenco, le “Lezioni americane” di Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini e le poesie sull'amore di Cesare Pavese. Sono solo alcuni degli autori che hanno sensibilmente influenzato la scrittura e la poesia del cantautore milanese creando un passaggio di forma: dalla scrittura ermetica dei primi lavori a quella più universale “del quotidiano”.

“Ho letto molta poesia – continua Giovanardi – perchè è molto simile alla forma canzone”. Ed è proprio con un estratto da “Il coccodrillo” di Pier Paolo Pasolini che Mauro Ermanno Giovanardi ha aperto il concerto regalandoci grandi emozioni.

Accompagnato da Marco Carusino alla chitarra e da Jessica Testa al violino, il cantante ha ripercorso in versione acustica gli ultimi venticinque anni della sua carriera. Da gli intramontabili "Nera Signora" e "Come ogni volta" a “Dentro me” e “Senza far rumore”. E ancora, brani tratti dai suoi album da solista come "Io confesso" (presentata al Festival di Sanremo nel 2011), "Nel centro di Milano" e “Un garofano nero”. Infine non potevano mancare i brani provenienti dal progetto dedicato ai cantautori de "La mia generazione", come "Cieli Neri" dei Bluvertigo e "Stelle Buone" di Cristina Donà.

 

 

 

Articoli correlati (da tag)