Venerdì, 15 Novembre 2019 15:27

I Goblin di Claudio Simonetti incantano al Santomato Live

I Goblin di Claudio Simonetti I Goblin di Claudio Simonetti

di Francesco Belliti

Pistoia – Un concerto di oltre due ore, tra classici e nuovi brani.

Non c'erano dubbi che l'evento andato in scena ieri sera avesse tutti i crismi di una grande occasione. Quella, per l'appunto, di ascoltare dal vivo musica ormai destinata all'immortalità, grazie anche ad un regista come Dario Argento e a quei suoi film a cui essa è legata indissolubilmente.

Un pubblico eterogeneo si è presentato al Santomato Live Club, sia per età che per gusti musicali. Dal più adulto cultore del prog rock al più giovane metallaro, ma anche viceversa. La sicurezza è che, qualora si interrogasse ciascuno su quale sia il suo brano preferito dei Goblin, le risposte sarebbero varie.

Ma il pubblico è soprattutto lì per Claudio Simonetti, fondatore del gruppo originale e di questa nuova formazione che porta nel nome l'evidente genitivo sassone di proprietà. E in questo caso è proprio 'nomen omen': questi Goblin, composti, oltre che da Simonetti alle tastiere, da tre eccellenti musicisti, sono lo specchio del loro frontman e della sua lunga ed eterogenea carriera, passata senza concedersi pause ma soprattutto caratterizzata dal rifiuto di fossilizzarsi musicalmente e dal continuo desiderio di esplorare nuovi generi e diverse potenzialità sonore.

Un'anima immediatamente disvelata dal primo brano eseguito, 'Brain Zero One' tratto dal nuovissimo album 'The Devil is Back'. Mentre il basso di Cecilia Nappo ha ancora le cadenze caratteristiche della classicità gobliniana, la chitarra di Bruno Previtali e la batteria di Federico Maragoni rivelano da subito la loro anima marcatamente hard rock. Un sound più duro ma non per questo meno equilibrato.

Simonetti progressivamente prende più confidenza, scherza col pubblico e con i suoi musicisti. Non vuole solo suonare ma anche raccontarsi, ricordare persone scomparse come il regista George A. Romero e soprattutto il padre Enrico, altro grande compositore della nostra musica, riservando ad entrambi un omaggio musicale: da una parte la colonna sonora del film 'Zombi', dall'altra il brano 'Gamma'. Due momenti senza dubbio emozionanti. Cresce intanto la consapevolezza che le hit più attese saranno rilegate agli ultimi minuti di concerto. Il pubblico potrebbe sembrare poco partecipe, a parte qualche testa che ondeggia tra un pezzo e l'altro, ma la verità, ad un occhio più attento, viene immediatamente fuori: l'audience è completamente rapita, incantata dalla performance di questi Goblin, capaci di passare da nuovi pezzi ad altri più storici con una naturalezza disarmante.

C'è il tempo di ascoltare anche delle chicche provenienti da album meno conosciuti come 'Roller' e 'Il fantastico viaggio del bagarozzo Mark', rari esempi di musica concepita fuori dal mondo delle colonne sonore e che andrebbe sicuramente riscoperta. Nel frattempo il convitato di pietra appare a piccoli passi, prima con 'Mater Lacrimarum', poi con due brani tratti da 'Non ho sonno' e infine con 'Opera', arricchita da un travolgente assolo di Previtali. Gli schermi proiettano sequenze dei rispettivi film e l'effetto visivo è strabiliante: una totale immersione nelle atmosfere cupe, incalzanti che la musica evoca, quasi rende tangibili. Ma soprattutto la presa di coscienza che quei brani scritti da Simonetti sono, in un certo senso, il film stesso.

Passata la seconda ora, arriva il momento di dare ad un pubblico per niente stanco l'ultimo regalo: i veri classici. E ovviamente in questo caso c'è solo da mettersi lì ed assaporare il momento. Incalzati da Simonetti, ci mettiamo tutti a canticchiare il “la la la” che darà poi il via a 'Suspiria'. Un momento da cuore in gola che poi viene compensato dalla più elettronica e danzereccia 'Tenebre'. La voce di soprano campionata che viene dopo introduce le magiche note da fiaba nera di 'Phenomena' per creare un altro momento di profondo coinvolgimento, ma è solo l'antipasto al medley finale che traghetterà il pubblico a quell'ultimo momento di esaltazione che solo 'Profondo Rosso' può causare. Un finale che fa esplodere il Santomato Live Club, subito pronto a chiedere un bis che Simonetti non tarda a concedere. Una serata di grande musica che ha tenuto tutti gli occhi incollati sul palco per oltre due ore, senza mai avere momenti morti o di scarso coinvolgimento.

Forse è vero che c'è qualcosa di magico nei Goblin.

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