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Giovedì, 04 Giugno 2020 16:29

Venti artisti di Prato in concerto per la loro città

Prato – Venti artisti di Prato in un concerto dedicato alla loro città.

A pochi giorni da una possibile riapertura dei luoghi di spettacolo, mentre molti festival e concerti sono già stati rinviati al 2021, Fonderia Cultart e Freaky Deaky lanciano un messaggio di ripartenza della musica e dello spettacolo, anche se ancora in modalità virtuale, con la partecipazione di venti artisti pratesi, proponendo un video collettivo che vuole trasmettere il desiderio e la voglia di tornare a incontrare dal vivo il proprio pubblico.

Tutti gli artisti e i collaboratori alla produzione del video hanno accolto con entusiasmo la proposta dei promotori dell'iniziativa e hanno partecipato in forma gratuita.

Il concerto avrà inoltre un aspetto solidale: lo scopo del video concerto è anche quello di raccogliere fondi in favore del Comitato Città di Prato Pro Emergenze Onlus.

Il concerto sarà trasmesso sulla pagina FB Progetto Zero e in contemporanea sui profili social delle principali testate giornalistiche della città, su Tv Prato e su tutti i profili ufficiali degli artisti e delle associazioni coinvolte venerdì 5 giugno alle ore 19 con la partecipazione di Blebla, Marco Cocci, Giuditta Bicchi, Matteo Bonechi, Valeria Caliandro, Simone Centauro della Camerata Strumentale "Città di Prato", Andrea Franchi e Franky Family Show, Pan Haoke, Ganoogi, Riccardo Goretti, Virginia Gradi, Giulia Mazzoni, Enrico Matheis, Edoardo Nardin, Riccardo Onori, SADI Oortmood, Niccolò Storai, Tutte Le Cose Inutili.

onori

Gli artisti e i promotori di Progetto Zero hanno deciso di donare il proprio lavoro, la propria professionalità e la propria creatività a tutti coloro che vorranno condividere questo importante e delicato momento. Anche se le misure di contenimento della diffusione del Covid-19 sono state attenuate è ancora necessario sostenere le persone più in difficoltà.

Una delle cose più belle di questo progetto è stata la condivisione delle testate giornalistiche locali, che, com'è auspicabile su tematiche come queste, hanno sposato il progetto con entusiasmo e senza riserve. Anche questo gesto a nostro avviso è un bellissimo segnale di "nuova partenza".

Progetto zero è il segno di una ripartenza, la possibilità di poter ricominciare ad incontrarsi di persona con gli artisti che durante il periodo di lockdown hanno continuato a produrre e a fare ricerca creativa. 

L'acronimo di Progetto Zero è anche P0, che identifica la provincia di Prato. Una ripartenza possibile per la città anche grazie alle energie creative della musica, del teatro o della danza.

Il video è ambientato in alcuni luoghi simbolo di Prato, i nostri luoghi del cuore saranno gli stage sui quali si esibiranno: la terrazza di Palazzo Pretorio, il chiostro della Cattedrale nel complesso museale dell'Opera del Duomo, il Teatro Politeama Pratese, la Scuola di Musica Giuseppe Verdi.

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Partiamo da una considerazione molto semplice: appena uno degli artisti ha iniziato il proprio brano sul pianoforte, mentre giravamo Progetto Zero, a tutto lo staff della produzione sono venuti gli occhi lucidi, ognuno si è seduto interrompendo quello che stava facendo e l'emozione è stata così forte che ha costretto tutti noi a pensare quanto fosse meraviglioso ascoltare la musica dal vivo, l'effetto che fa il vibrato di una corda o il suono di una nota che fluttua, una sensazione fisica, una percettibile onda di endorfine che provocano un milione di emozioni diverse. Chi lavora nel nostro settore ha bisogno di queste emozioni tanto quanto dei mezzi di sostentamento.

Il sogno di tutti noi non è di tornare alla normalità ma quello di lavorare in una nuova normalità. Molti, forse per la prima volta, sono stati consapevoli di quanto la musica e ogni tipo di arte sia stata un potente conforto e incoraggiamento nel momento del lockdown e dell'emergenza.

Da artisti e operatori della cultura e dello spettacolo, per dirla con le parole dei minatori inglesi, vogliamo pane e rose, abbiamo capito che sono le due cose indispensabili per le nostre vite. Non siamo giullari, siamo coltivatori di rose.

Sadi

 

 

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