Speciali Reportcult: PISTOIA BLUES | PRESENTE ITALIANO


 
 

Martedì, 07 Luglio 2020 16:23

Pistoia Blues, il ricordo della musica che unisce

di Marta Meli

Pistoia – Se penso al Blues pistoiese, e chiudo gli occhi, torno alle torride estati dell’infanzia.

Il richiamo, vivo-suono, dei tamburi è la via maestra per camminare il ricordo. Una guida che conduce dal tunnel alla luce e poi lascia andare. Un ritmo che produce colori, incanto, stupore. E che, sempre più incalzante, rende tutto più nitido e animato.

C’è, però, un piacevole ricordo legato alla mia ultima “esperienza Blues”. Lo scorso anno, a seguito del concerto di Noel Gallagher, incontrai un musicista che suonava per strada con la sua chitarra acustica.

U2, 4 Non Blondes, Beatles, Coldplay, Oasis e molti altri erano nel dono vibrante di quella sequenza. Il cielo sembrava morbido, proprio com’è il pane; e su di esso brillavano stelle sparse come formiche. Un filo di vento carezzava la pelle, ma non credo che i brividi d’emozione trapelassero per quello. Lungo la spina dorsale, come dolce fiume.

Tutto intorno si venne a creare un cerchio di vita: era fatto dalle persone che, insieme, cantavano, danzavano e s’incontravano negli sguardi. Il blues, come genere musicale, ci ricorda proprio questo: quanti altri generi si sono a esso ispirati? Commistioni e frammenti di culture, mescolanze e profondità.

 

E s’immagina

quando le parole

in musica:

messaggio di speranza.

 

È scorgere l’altra via possibile,

fatta di mille altri sentieri.

 

Quel momento era lo stare, nella musica, insieme. La compartecipazione al vivere in melodia, fra molteplici sapori inattesi. Sconosciuti che si uniscono in un momento di canto, di gioia, di pianto e di sentire. Ascoltare profonda la voce, che – interiore - dialoga con le altre. Un’intesa straordinaria, che appare come irripetibile. Un momento unico, oltre ogni ordinarietà. L’incredibile è forse questo, perché risiede nella semplicità, nell’unisono, nel crearsi di un cerchio, sempre aperto ad altri volti, a persone, provenienti da luoghi lontani e vicini.

È la musica che unisce, ogni volta ci sorprende. E chi, con quello strumento e quella voce, connette - e crea con magica dote una simile atmosfera - è colui che conosce un segreto essenziale. È colui che davvero ha capito cosa significa assaporare la vita, in comunione e libertà. Così, per restare ammaliati a cantare alla luna.

 

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