Speciali Reportcult: Pistoia Blues


 
 

Giovedì, 09 Luglio 2020 10:32

La “folle atmosfera” di un Blues che non c’è più

di Chiara Rossi

Pistoia – Non voglio fare la nostalgica, però il Blues degli ultimi anni ha perso qualcosa.

E non parlo di musica, mi riferisco a tutti il resto, a come la nostra città viveva e respirava profondamente il festival. Rivedere su Cult le foto del campeggio di Montesecco, dei mercatini lungo le strade del centro e del popolo del Blues con i “fricchettoni”, i “drogati”, i “punkabbestia” e gli “alternativi” mi ha fatto ripensare al Blues di venti e trenta anni fa, al Blues che mi ha accompagnato fin dall’adolescenza.

Sono sempre stata un'accanita sostenitrice di quegli assurdi tre giorni, da quando, nei lontani anni Ottanta, mano nella mano con mia madre mi tappavo il naso dal puzzo che arrivava dai vicolini; a quando, nei primi anni Novanta, scavalcavo il muro umano dei “tossici” per cercare di arrivare sotto a un palco dove un certo Slash dava il meglio di sé; a quando nei primi anni Duemila ballavo sulla Sala a suon di percussioni e di bonghi, tra i banchetti improvvisati dei venditori di birra e di sangria.

Ma io non amavo il Blues per lo sfascio, o per le sbronze o per fare la “finta fricchettona”.

Io lo amavo follemente per l'atmosfera.

Erano tre giorni fuori dallo spazio e dal tempo, in cui la mia tranquilla cittadina si trasformava in un vulcano di festa, ad ogni angolo.

Insieme alle mie amiche facevo il giro delle bancarelle fin dal pomeriggio. Donne unte e appiccicose che camminavano e ridevano, e poi via a mangiare dal porchettaro più sudicio che si trovava, e poi via al concerto, e poi via sulla Sala a ridere e festeggiare, e poi via a notte fonda di nuovo per bancarelle a cercare di strappare lo sconto per quel vestitino visto il pomeriggio, e poi via a casa in bicicletta perché per il Blues la macchina “un si piglia”, e pedala e canta e pedala e canta.

Questo per tre giorni, tre giorni all’anno in cui la tranquilla e sonnolenta Pistoia si trasformava in qualcosa di unico, tra balli, canti, gioia, energia, colore. Una Pistoia diversa, personalmente bella da vivere.

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