Speciali Reportcult: PISTOIA BLUES | PRESENTE ITALIANO


 
 

Venerdì, 17 Luglio 2020 16:22

Quando coi "centauri" scendevamo al Pistoia Blues

di Gianluca Bernardi

Pistoia - Giù per il passo della Collina, lungo la statale Porrettana, in sella alle nostre Guzzi, diretti al Pistoia Blues.

Ricordo con grande piacere e un pizzico di nostalgia gli anni in cui noi, un gruppo di amici di Reggio Emilia e dintorni, con la doppia passione delle moto e della musica, aspettavamo con trepidazione luglio per "scendere" a Pistoia e tuffarci nei colori, nei suoni e nell'affollata vivacità del festival Blues. E non eravamo i soli: chi aveva la possibilità sceglieva le due ruote per arrivare nella città toscana percorrendo le strade dell'Appennino, e trascorrere un giorno o l'intero fine settimana a Pistoia. Al casello di Sasso Marconi erano già tanti i "centauri" che abbandonavano l'autostrada e risalivano la valle del Reno a piccoli gruppi. Un'umanità varia, giovani "motorettari" rampanti e vecchi rocker in sella a moto d'epoca, altri con le Guzzi colorate e truccate, tutti insieme in una marcia rumorosa ma piena di gioia.

Una sosta a Porretta, a Ponte alla Venturina o a Pavana davanti alla casa di Guccini, e poi rombando verso il Traforo della Collina, e poi giù lungo la discesa del passo, una strada bellissima tra curve e pieghe, e poi l'arrivo "in parata" in città.     

Quei giorni erano una festa continua, senza dimenticare i grandi concerti: Joe Cocker, John Mayall, Lenny Kravitz, John Lee Hoker, Deep Purple, solo per citarne alcuni. Ma l'elenco potrebbe continuare: anni fantastici, che amo sempre ricordare oggi che noi e i nostri "centauri" siamo andati "in pensione".     

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