Speciali Reportcult: Pistoia Blues


 
 

Lunedì, 27 Luglio 2020 19:12

La serata al ritmo di blues di Edoardo Bennato

Edoardo Bennato in concerto a Pistoia (foto di Giovanni Fedi) Edoardo Bennato in concerto a Pistoia (foto di Giovanni Fedi)

di Francesco Belliti

Pistoia – Una scaletta sorprendente con cui il cantautore di Bagnoli ha voluto onorare il suo ritorno a Pistoia.

Non c’è stato spazio per le hits, per i brani che si trovano sempre per primi nella sua discografia. In una Piazza del Duomo completamente piena, Edoardo Bennato ha voluto onorare la tradizione di un festival, il Pistoia Blues, a cui è sempre rimasto molto affezionato. Correva l’anno 1992 l’ultima volta che si presentò nella nostra città, anche se sotto falso nome e nei panni di un alter ego che, proprio ieri sera, ha voluto, a un certo punto, resuscitare.

Ma andiamo per ordine. L’atmosfera, già resa anomala dai posti a sedere, dal distanziamento fisico (anche tra congiunti che, a cose normali, avrebbero passato l’intero concerto abbracciati o a ballare) e dall’inedita posizione del palco, è diventata ancora più inconsueta quando la minuta figura del cantautore di Bagnoli è emersa dalla salita di via Ripa della Comunità per dirigersi verso il palco: molti, infatti, se ne sono accorti solo da ultimo.

Un pubblico per stragrande maggioranza adulto, quello riversatosi in piazza, in pochissimi casi accompagnato da figli e nipoti piccoli per far appassionare anche loro alle note del cantastorie campano sul mondo delle favole, dei burattini di legno e dei ragazzi che non vogliono diventare grandi. Speranza in grandissima parte delusa dalle priorità del diretto interessato.

“Volete sentire del blues? E il blues avrete!”, ha detto euforico ad un certo punto del concerto il signor Bennato. Dopo un eufemisticamente imperfetto inizio in solitaria con ‘Abbi dubbi’ e ‘Sono solo canzonette’, l’ingresso della band ha dato il vero via allo spettacolo e caricato a dovere sia il pubblico che il suo beniamino.

La scaletta è pensata ed equilibrata con lo scopo di permettere a Bennato, 74 primavere, di poter tirare il fiato, alternando canzoni più trascinanti ad altre più rilassate e concedendo grande spazio agli assoli dei suoi musicisti, a cui cede spesso e volentieri le luci della ribalta. È così che, dopo ‘Signor Censore’ e ‘Meno male che adesso non c’è Nerone’, una canzone come ‘Mangiafuoco’, uno dei pochissimi pezzi favoleschi dell’esibizione, viene eseguita con un arrangiamento ancor più blues e votato all’improvvisazione della band. Il ritmo trascinante e l’energia di questa prima parte di concerto basterebbe già per andarsene a casa soddisfatti.

Ma Bennato ha in serbo un’altra sorpresa, la più grande della serata. Dopo la chicca di ‘A Napoli 55 è ‘a musica’, con coinvolgente assolo di chitarra di Giuseppe Scarpato che omaggia i Pink Floyd e la loro pietra miliare ‘Another brick in the wall’, è il momento di rivestire i panni di Joe Sarnataro e suonare il blues degli americani con cuore e radici partenopee. ‘È asciuto pazzo o’ padrone’, ‘o billoco l’acqua!’, ‘a gente è bona’: se prima si saltava, anche se ordinatamente seduti, adesso si vola. E nonostante il travestimento, sul palco c’è sempre lui, Edoardo Bennato, con la sua ironia e la sua abituale satira contro i (pre)potenti che ben si riassume nel verso “’a gente è bona, povera gente, pecchè nun conta niente, ‘a gente è bona, povera gente, solo chi cummanna è malamente”.

Ha dunque inizio l’ultima parte. Il cantautore “nato in una megalopoli del Sud Europa” regala, oltre a brani più recenti e l’annuncio di un nuovo album in uscita verso ottobre, gli ultimi grandi pezzi del suo repertorio. Perle come ‘Le ragazze fanno grandi sogni’, ‘Rinnegato’, ‘In prigione in prigione’ e ‘Feste di piazza’: ultimi scampoli del primo grande concerto di questo atipico Blues che, tuttavia, ha dato a Pistoia la cosa più importante, ossia grande musica.

E anche se in quella piazza non sono stati avvistati Peter Pan o Capitan Uncino, è come essere comunque stati sull’Isola che non c’è. Che, in questo caso, è un territorio poco esplorato della carriera di questo grande artista e che andrebbe sempre più riscoperto. E la soddisfazione più grande è sapere che anche il pubblico e la bellissima piazza pistoiese hanno saputo restituire la stessa magia a coloro che erano su quel palco.

Ce lo ha confermato proprio il chitarrista Giuseppe Scarpato, con cui ci siamo fermati per un attimo a parlare: “Suonare qui, in questa bellezza di piazza, è fantastico. Ci siamo divertiti moltissimo. Era da tempo che Edoardo voleva tornare qui, al Pistoia Blues: è contentissimo di esserci riuscito finalmente”.

 

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