Speciali Reportcult: Pistoia Blues


 
 

Venerdì, 31 Luglio 2020 10:55

Il "non-concerto" degli Eugenio in Via di Gioia per tornare a respirare

Gli Eugenio in Via di Gioia in concerto a Pistoia (foto di Carlo Quartieri) Gli Eugenio in Via di Gioia in concerto a Pistoia (foto di Carlo Quartieri)

di Guendalina Ferri

Pistoia - “La prima cosa che dovete sapere è che questo concerto non è un concerto”.

Così esordiscono gli Eugenio in Via di Gioia appena balzati sul palco del Pistoia Blues Around. Di fronte a loro – abituati a concerti festosi e movimentati –, per la prima volta, una platea seduta composta, nel rispetto delle misure anti-covid.

Non è un concerto, quello degli Eugenio in Via di Gioia. Le canzoni suonate sono tutto sommato poche – poco più di una decina, pescate tra vecchi pezzi e dall’ultimo album, “Natura viva” – ma intervallate da sketch, monologhi, scherzi tra i quattro componenti della band. Così fin da subito le cose si fanno interattive: per cercare un contatto col pubblico – “Visto che stasera non potremo scendere dal palco e avvicinarci” spiega Eugenio Cesaro, frontman della band torinese – a tutti è fornito un numero di cellulare al quale mandare messaggi che verranno letti nel corso della serata. E ancora: il batterista Paolo di Gioia che sguscia tra le file del pubblico vestito da astronauta, un gigantesco cubo di Rubik che richiede più impegno del previsto, il tastierista Emanuele Via e il bassista Lorenzo Federici che discutono del significato di una canzone a colpi di citazioni di Titanic, da un lato, e di Blade Runner, dall’altro.

Il risultato è una serata leggera, così come prometteva il titolo del breve tour che ha visto la band torinese impegnata in quattro tappe: “Concerti leggeri”. Leggeri erano i quattro palloncini rosa alle spalle dei musicisti – unica decorazione di un palco altrimenti spoglio –, leggera la strumentazione, ridotta all’osso, leggeri i momenti tra una canzone e l’altra. Leggera l’ora e mezzo in piazza del Duomo, che è volata via.

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Per chi ha già avuto modo di partecipare a qualche concerto degli Eugenio in Via di Gioia, in passato, non è una novità: se nelle band troppo spesso l’intrattenimento è lasciato tutto nelle mani del frontman, qui la chiave è l’equilibrio che si crea tra le quattro personalità dei musicisti. Tanto che i concerti non sembrano mai veri concerti – e questa volta ancora di più – ma rapide escursioni in una sala prove, dove è facile sentirsi coinvolti, anche in mezzo a centinaia di persone. Difficilissimo restare seduti di fronte ai ritmi serrati di chitarra e batteria, immobili mentre Eugenio saltella sul palco euforico. La canzone “Lettera al prossimo”, una di quelle che più di tutte coinvolge il pubblico del Blues Around, sembra quasi premonitrice: “Siamo in tanti, seduti distanti e arrivati in orari distinti”. E tuttavia, nel clima strano e sospeso di un concerto che non si può vivere fino in fondo perché non si può ballare, saltare, abbracciare – ma che, dopotutto, non è un concerto – il senso di connessione e condivisione che si riesce a creare ci riporta subito al ritornello: “Giurami che veglierai con me sennò poi domani saranno guai!”.

Per tanti è il primo concerto dopo il lockdown. La band conclude proprio con la canzone che Eugenio suonava tutte le sere dal proprio balcone, a beneficio del vicinato: “Cambierà” di Neffa. Cambierà, e un po’ sta cambiando. Appena due mesi fa l’idea di ritrovarsi in una piazza per ascoltare della musica dal vivo sembrava assurda, impossibile. Quasi ansiogena. Quindi forse, per ricominciare a respirare, il concerto leggero degli Eugenio in Via di Gioia è stato l’ideale.

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