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Giovedì, 10 Settembre 2020 17:36

Il pop melodico di Francesca Michielin emoziona Fiesole

Francesca Michielin in concerto Francesca Michielin in concerto

di Andrea Capecchi

Fiesole – Il concerto intimo e melodico di una cantautrice che ha raggiunto la sua maturità artistica.

Sono passati già nove anni da quando una giovanissima e sconosciuta Francesca Michielin sorprese tutti e vinse la quinta edizione del talent show “X Factor”: allora in molti pensarono all'ennesima meteora, a un'artista troppo “acerba” che correva il rischio di bruciarsi in fretta, e storcevano il naso di fronte alla sua musica e ai suoi brani, ritenuti inadatti a una ragazzina. Invece la cantautrice veneta ha zittito i detrattori con i fatti e si è presto scrollata di dosso la scomoda etichetta di artista proveniente dai talent anzichè dalla “gavetta”, dando fin da subito un'impronta originale alla propria produzione artistica e dando avvio a una carriera che nei nove anni successivi è stata costellata da successi, riconoscimenti e importanti collaborazioni.

A soli venticinque anni, Francesca Michielin sembra aver proprio raggiunto una piena maturità artistica, certificata anche dal successo dell'ultimo album, “Feat (stato di natura)”, pubblicato durante la quarantena, che vede la cantautrice collaborare con artisti provenienti da altri generi ed esperienze musicali – come Max Gazzè, Gemitaiz, Elisa, Fabri Fibra, Carl Brave – in un interessante mix e intreccio musicale.

Ma la stessa definizione di cantautrice sta stretta alla Michielin: polistrumentista, padroneggia con grande abilità e disinvoltura chitarra, basso, pianoforte e fisarmonica; canta in maniera fluente in tre lingue, proponendo parti di brani in inglese e francese. E, soprattutto, non ha paura di osare, di sperimentare, passando da un pop più leggero e ballabile a uno più melodico e intimo, e mettendosi a nudo con testi che rivelano gli stati d'animo, i sentimenti e i valori di una ragazzi di fronte al mondo, con le sue bellezze e i suoi problemi.

Voglia di evasione verso Paesi esotici e sconosciuti, riflessione personale sui temi dell'amicizia, dell'amore, della solidarietà, dolore per ciò che si è perso e goia per ciò che si è ritrovato: sono solo alcuni degli spunti dalle canzoni che Francesca Michielin ha eseguito di fronte al pubblico del Teatro Romano di Fiesole (ridotto a una capienza di circa 380 posti a sedere per le norme sanitarie) in occasione della tappa fiorentina del suo tour estivo “Spazi Sonori”. Un appuntamento a cui la cantautrice tiene molto, tanto che nel corso della serata ha più volte ringraziato il pubblico della sua presenza, “segno di supporto e sostegno al mondo e ai lavoratori della musica in un momento così difficile”, tradendo anche una certa emozione nel tornare “live” dopo tanti mesi, circondata dall'affetto e dal calore dei fan.

Il concerto, durato un'ora e mezza, è stato uno scorrere quasi ininterrotto di musica ed emozioni, con Francesca Michielin che ha proposto, in una versione più melodica e acustica (la band di supporto era ridotta a due soli elementi), i singoli di maggior successo del suo repertorio, da “Distratto” a “Vulcano”, da “Magnifico” a “Bolivia”, con un'incursione tra i brani dell'ultimo album. Il tutto alternandosi con naturalezza tra fisarmonica, piano e chitarra, in un'atmosfera che presto è diventata amichevole e familiare, molto raccolta e accogliente, nonostante il metro di distanza tra gli spettatori e il vento autunnale delle colline.

 

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