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Venerdì, 10 Luglio 2015 02:00

Marc Ribot dà spettacolo al Pecci di Prato per il Festival delle Colline

Marc Ribot dà spettacolo al Pecci di Prato per il Festival delle Colline foto Leonardo Cecconi

di Leonardo Cecconi

Prato – Il Festival delle Colline, giunto alla sua 36esima edizione, continua a offrire perle agli appassionati di musica, con una tradizione musicale che non ha eguali in Toscana.

Ieri sera nell'anfiteatro del Museo Pecci, i circa 300 presenti hanno avuto la fortuna di assistere a quello che potremmo annoverare tra gli eventi “cult” dell'estate. È ritornato infatti lo strepitoso chitarrista Marc Ribot, con il suo progetto Ceramic Dog, accompagnato dal bassista Shahzad Ismaily ed il batterista Ches Smith.

Il buon Marc ovviamente non poteva affiancarsi a due musicisti qualsiasi ed ha scelto il meglio di quello che offre il mercato emergente per quanto riguarda la musica sperimentale statunitense. Ches Smith, batterista e percussionista californiano, è alla guida del quintetto “These Arches” che sta ricevendo consensi internazionali grazie alla commistione di jazz e rock sperimentale. Shahzad Ismaily, newyorchese di origini pakistane, è un bassista e polistrumentista che vanta collaborazioni con grandi artisti dei generi più svariati, da Lou Reed o Yoko Ono a Bill Frisell, tanto per fare qualche nome.

Il concerto di ieri è stato un vero e proprio tuffo nella sperimentazione di quel chitarrista poliedrico che è il signor Marc Ribot, fedele collaboratore di Tom Waits nei suoi album più geniali e quindi già da catalogare come mito indiscusso della musica dagli anni '80 in qua.

Il timbro della sua chitarra è riconoscibile tra mille, un po' come la tromba di Chet Baker e quando si china sullo strumento diventa tutt'uno con la sei corde; Ribot stupisce anche per il buon uso della voce ed i pezzi cantati non hanno niente da invidiare a quelli strumentali.

I tre musicisti sembrano suonare assieme da una vita e si divertono come ragazzini a lasciare a bocca aperta i presenti; il basso di Ismaily vive di continue distorsioni, mentre Smith ha una ritmica ed una potenza musicale fuori dal comune.
Ribot si prodiga a dirigere il trio, suonando tutti i pezzi del disco “Your Turn” e inserendoci anche una bellisima versione di “Take 5”, famosissimo brano jazz di Dave Brubeck.

Il concerto termina con l'attualissimo brano ”Masters of the internet”, tratto dall'ultimo cd, dopo due bis ed un'ora e quaranta di una strepitosa esibizione. Una grandissima serata quindi ed un plauso a tutti gli organizzatori di questa bella manifestazione, in primis Silvia Bacci, che ogni anno ed in mezzo a mille difficoltà, riescono comunque a portare in Toscana la vera musica di qualità.

 

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