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Lunedì, 07 Dicembre 2020 11:45

“Napule è” nella bella reinterpretazione di due musicisti genovesi

Da sinistra Gianpaolo Casu e Roberto Minniti Da sinistra Gianpaolo Casu e Roberto Minniti

di Alberto Vivarelli

PISTOIA - Considero “Napule è” la più bella canzone di Pino Daniele.

Sicuramente ne ha scritte anche di più belle, ma questa è una canzone d'amore per la sua città, che il cantautore napoletano racconta in maniera cruda, vivida, illuminando anche gli angoli nascosti. Non è la Napoli di (solo) mandolino e Pulcinella o della sceneggiata, ma, piuttosto, quella di Eduardo De Filippo. Una canzone d'amore, rabbia e sofferenza, senza sconti, espresse con dolcezza, con toni di voce bassi dove la rabbia diventa un sussurro. Amore allo stato puro:

Napule è na' camminata

Int'è viche miezo all'ate

Napule è tutto nu suonno

E a' sape tutto o' munno

Ma nun sanno a' verità

Un testo difficilissimo da reinterpretare (e non semplice da suonare, appoggiandosi tutto su accordi di settima) per chi non sia intimamente legato alla comunità napoletana, non l'abbia vissuta e sofferta.

Eppure c'è chi l'ha fatto e anche con un risultato eccellente. A Genova, per l'esattezza, dove Roberto Minniti e Gianpaolo Casu hanno lavorato a un arrangiamento della canzone di Daniele. Solo voce (Minniti) e chitarra classica (Casu) con qualche pennata di mandolino.

Che l'idea sia nata a Genova non meraviglia più di tanto perché le due città non sono culturalmente così distanti come si possa pensare, hanno, invece, molti tratti e storia in comune. Lasciando da parte i luoghi comuni, basta rileggere De André o lo stesso Bruno Lauzi e quella loro voglia di raccontare la cronaca per capirne il legame.

Ho incrociato Roberto Minniti nel corso del primo confinamento da Covid, quasi per caso, complice un bellissimo incontro tra parenti che non si sentivano/vedevano da una quarantina d'anni. La scoperta di Minniti è stato uno di quei “rinterzi” che aprono il cuore a chi ama la musica (https://www.reportpistoia.com/spettacoli/item/80277-roberto-minniti-la-voce-che-viene-dall-anima.html?highlight=WyJtaW5uaXRpIl0=).

La reinterpretazione di "Napule è", è magistrale: pulitissima ma piena di sonorità con una interpretazione canora assolutamente di prim'ordine: se ascolti il brano e chiudi gli occhi capisci al volo quanto Roberto sia riuscito ad interpretare la napoletanità del testo e a trasmettere l'anima di quella comunità, a calarcisi dentro.

Emozioni forti.

Il cuore e la rabbia che Roberto mette nel passaggio centrale del brano (Napule è nu sole amaro, Napule è ardore e' mare, Napule è na' carta sporca, E nisciuno se ne importa, E ognuno aspetta a' sciorta) non è la semplice interpretazione di un cantante bravissimo, ma una lettura che viene da dentro, quasi un grido. E quando “allunga” le a e le e, sembra di ascoltare la voce del grande Pino.

Fantastica la scelta minimalista dell'accompagnamento per soli chitarra classica e mandolino.

Certo, essere accompagnati da un musicista di formazione jazzistica come Gianpaolo Casu dà al progetto quel tocco di raffinatezza che impreziosisce la canzone. Del resto Casu, polistrumentista e docente di musica, vanta collaborazioni di assoluto livello che spaziano dal jazz alla musica cantautoriale, al pop: Paolo Fresu, Tullio De Piscopo, Fabrizio Bosso, Lee Konitz, Scott Hamilton, Scott Robinson, Marco Ratti, Enzo Jannacci, Ricchi e poveri.

Molto bella anche la versione video mixata e masterizzata da RM: https://www.facebook.com/roberto.minniti.7/videos/3496235700457356/UzpfSTEwMDAwMjEyODgwMDk4MDozNDk2MjcwNTgwNDUzODY4/.

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