Speciali Reportcult: PISTOIA BLUES | PRESENTE ITALIANO


 
 

Domenica, 19 Luglio 2015 00:00

The Darkness e Black Label Society scatenano i 5mila di piazza del Duomo

Il cantante dei The Darkness Justin Hawkins ieri sera sul palco del Blues Il cantante dei The Darkness Justin Hawkins ieri sera sul palco del Blues (fotografie di Stefano Di Cecio)

di Matteo Corsini

Pistoia – Tre ore di heavy metal, rock e glam rock hanno fatto esaltare i 5mila presenti al doppio concerto di ieri sera in piazza del Duomo.

  Quella che è andata in scena è stata sicuramente una serata memorabile, grazie alle brillanti prestazione dei due frontman di Black Label Society e The Darkness. Zakk Wylde e Justin Hawkins hanno incantato la platea: se il primo si è fatto notare per i micidiali assoli di chitarra e le ritmiche veloci in pieno stile heavy metal, il secondo ha catalizzato l'attenzione del pubblico scatenandosi come un vero animale da palcoscenico.

Certo, non che i due cantanti/chitarristi avessero qualcosa da dimostrare, data la grande carriera alle spalle, ma è importante constatare come le aspettative di tutti sono state confermate, anzi, per certi versi ampiamente superate. Partiamo con ordine.

Alle ore 21, il suono di una sirena e le immagini stroboscopiche proiettate da un fascio di luci rosse hanno annunciato l'ingresso dei Black Label Society. Zakk Wylde (nella foto a destra), dall'alto della sua chioma fluente che ricorda un vichingo, ha preso immediatamente posizione su una panca posta al centro del palco: è qui che il pubblico, in delirio, ha osannato una delle più grandi leggende del metal-rock dei nostri tempi.

Accompagnati da una scenografia costituita dallo stemma del gruppo (un teschio affiancato da due draghi) e da un muro di casse Marshall, i Black Label Society hanno iniziato a sciorinare tutto il loro repertorio musicale, con riff e ritmi indiavolati. Scatenato Zakk Wylde, che dopo aver presentato il componenti della band in pieno slang americano, si è esibito in un incredibile assolo di otto minuti.

Ma l'ex chitarrista di Ozzy Osbourne si è saputo far apprezzare, insieme a tutto il gruppo, anche per alcune canzoni dal ritmo decisamente più lento. Tra queste, merita menzione “In this river”, pezzo in memoria del chitarrista dei Pantera, nonché grande amico di Wylde, Dimebag Darrell, ucciso da uno squilibrato durante un concerto nel 2004. Il gruppo ha così salutato, intorno alle ore 22.30, il pubblico italiano, ringraziandolo per la grande partecipazione e mosrando un “tricolore” modificato con le lettere B, L ed S.

Ai Black Label Society hanno fatto seguito, alle ore 23 circa, i The Darkness. Una cornamusa irlandese ha sancito l'ingresso in scena dei componenti del gruppo britannico, vestiti, come ormai di loro consuetudine, con abiti saturi di paillettes, lustrini e perline. Dai grandi classici degli album “Permission to Land” e “One way ticket to hell (and back)”, fino ad arrivare ai pezzi prodotti dopo la reunion del 2012: il falsetto di Justin Hawkins ha vinto e convinto, anche se prolungato da un riverbero a volte fastidioso.

E' stato proprio il frontman a garantire uno spettacolo unico e sopra le righe: lanciando plettri a destra e a manca, correndo all'impazzata da una parte all'altra del palco e coinvolgendo i presenti richiamando un loro battito di mani, Justin Hawkins ha mostrato tutte le sue doti di showman. Ormai, insomma, i The Darkness sembrano essere tornati quelli di inizio secolo, quando erano apparsi sulla scena come uno dei gruppi più promettenti della scena rock, prima di cadere in declino insieme ai problemi di droga del cantante.

A chiudere il concerto e la serata di musica metal-rock, “Love on the rocks with no ice”: Justin Hawkins, scatenatissimo e ormai rimasto letteralmente in mutande , è sceso dal palco per l'ultimo pezzo, girando per la piazza sulle spalle di un possente buttafuori, prima di tornare sulla scena e tentare una scalata sulle impalcature a bordo pista. Si è chiuso in questo modo una serata epica, di puro e sano rock n roll: non resta altro che aspettare martedì per l'arrivo di un'altra leggenda come Santana.

 

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