Venerdì, 06 Ottobre 2017 16:53

Storie di un'umanità in viaggio nella seconda giornata del Premio "MigrArti"

Una scena dello spettacolo "Sommossa di un'umanità imprevista" Una scena dello spettacolo "Sommossa di un'umanità imprevista"

Pistoia – Racconti di viaggio, storie di migrazione e superamento del pregiudizio negli eventi della seconda giornata del Premio MigrArti 2017.

Un sabato 7 ottobre ricco di appuntamenti fra danza, teatro, conferenze e laboratori, in occasione del premio artistico ideato dal MiBACT e realizzato dell'Associazione Teatrale Pistoiese, che in questo fine settimana sbarca nella città Capitale italiana della Cultura.

Sull’onda di un’energia impetuosa, capace di catalizzare la formazione di un nuovo immaginario, attraverso la reciproca contaminazione e crescita si muove, invece, “Sommossa di un’umanità imprevista”, la produzione di PAV con Asinitas Onlus e Seven Cults, che presenta al Piccolo Teatro Bolognini l’esito dei percorsi laboratoriali nella doppia forma di video (Mistero buffo, regia Alessio Bergamo; Oceanomare sans papier, regia Luciana Lusso Roveto, alle ore 18) e di spettacolo con “Women Crossing: Storie di sabbia e di mare” diretto da Alessandra Cutolo (ore 19).

Al centro del progetto di PAV, le tragedie del mare e della vita, i responsabili e le loro colpe, le vittime e le loro paure: c’è morte e vita, infatti, nel romanzo di Baricco “Oceano Mare”, al quale si ispira il laboratorio teatrale tenuto con i rifugiati del Centro Sprar Codirossoni, Santarita, Roma Flaminia Point e attori e danzatori professionisti, finalizzato alla messa in scena dello spettacolo. Le immagini della scenografia multimediale racconteranno di gommoni pieni di speranza e disperazione che si susseguono ad altre di mari e oceani senza volto.

Circuito di viaggiatori che “danzano” il paesaggio che incontrano, riflesso di un’umanità nomade che si modifica con il viaggio è “C.Arte d’imbarco: Siamo tutti in viaggio”, proposto al Teatro Manzoni da Carovana SMI con Tric Sardegna Teatro, direzione artistica e regia Ornella D'Agostino: il progetto è confluito in un itinerario installativo multidisciplinare con immigrati giovani dell’Asia e dell’Africa, residenti nella provincia di Cagliari e la partecipazione di artisti di rilievo (ore 21, spettacolo a capienza limitata, prenotazione obbligatoria 0573 991609-27112). È possibile visionare le installazioni prima o dopo lo spettacolo, previa prenotazione alla biglietteria del Teatro.

Per contrastare il razzismo e l’istigazione all’odio, sempre più diffusi anche nel nostro Paese, è necessario ripartire dalla scuola e mettere in campo un cambiamento culturale dove la diversità sia percepita e vissuta come una ricchezza. Su questo si confronteranno con gli studenti sabato 7 ottobre (ore 9.15, Piccolo Teatro Mauro Bolognini) il prof. Mauro Valeri, sociologo e psicoterapeuta di fama internazionale e Mohamed Ba, attore, mediatore culturale e straordinario comunicatore in un incontro per gli studenti delle scuole superiori “Non sono razzista ma…Pregiudizi e discriminazioni; concluderà la mattinata l’energia contagiosa della Piccola Orchestra di Tor Pignattara, composta da una ventina di adolescenti, con radici in numerose nazioni. Nel concerto Better Days, proporrà brani originali e celebri cover: un progetto musicale e sociale - diretto artisticamente da Pino Pecorelli, produzione Associazione Musica e altre cose - rivolto alle cosiddette “seconde generazioni”, ai figli di coppie miste presenti sul nostro territorio, ai minori non accompagnati, con particolare attenzione agli utenti più deboli e alle situazioni di maggiore fragilità sociale.

Domenica 8 ottobre (ore 10.30, Piccolo Teatro Bolognini) i primi cinque progetti vincitori saranno premiati dalla giuria, composta da Paolo Masini, ideatore e coordinatore del Progetto “MigrArti”, da Lucia Gori (formatrice in materie antidiscriminatorie), Alessandro Pontremoli (docente Università degli Studi di Torino e membro della Commissione Consultiva Danza del MiBACT) e Mauro Valeri. I premi consegnati sono opera di Francesco Tuccio, ebanista di Lampedusa, realizzati con i legni delle imbarcazioni con le quali i migranti sono giunti in Italia.

 

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