Mercoledì, 01 Novembre 2017 10:36

Al Funaro uno spettacolo di teatro e danza alla scoperta della cultura cinese

Una scena dello spettacolo "La Casa del Panda" Una scena dello spettacolo "La Casa del Panda"

Pistoia - Sabato 11 novembre alle ore 17 va in scena al Funaro “La Casa del panda” della Compagnia pratese TPO, uno spettacolo di teatro visivo, emozionante, immersivo che condurrà il pubblico alla scoperta dell’affascinante cultura cinese.

Come sempre nel lavoro di questi artisti protagonista è lo spazio scenico, con le sue immagini, i suoni, i colori.

A passi di danza, si seguiranno le tracce di un panda: la sua “casa” è in una foresta grande quanto tutta la Cina. In questo viaggio immaginario ci si addentrerà nelle storie, nella tradizione cinesi: si incontreranno foreste di bambù, mostri, fuochi d’artificio, aquiloni, si capirà in modo semplice e intuitivo come, nel pensiero di questa cultura, gli elementi della natura siano in relazione tra di loro secondo un andamento circolare.

E’ la teoria dei “Cinque Elementi” (Wu Xing), dove ciascun elemento si trasforma e genera il successivo: legno - fuoco - terra - metallo - acqua. I “Cinque Elementi” sono quindi la traccia seguita dai due danzatori in scena per coinvolgere i bambini in un viaggio, nel tempo e nello spazio, attraverso questo paese e i suoi paesaggi fatti di natura, cultura antica, tradizioni, canzoni.

In scena le immagini e i suoni avvolgono i piccoli spettatori in ambienti colorati e interattivi, in piacevoli giochi di gruppo insieme ai danzatori, rendendo questa esperienza di viaggio unica e intimamente coinvolgente.

I Cinque Movimenti o Wu Xing o Elementi Dinamici, hanno un ruolo di assoluta importanza, sono la chiave di volta per la comprensione di tutto il pensiero filosofico cinese.

La parola Wu Xing è composta dall’ideogramma Wu che indica il numero cinque e dalla parola Xing che significa muoversi, camminare. Nell’insieme la parola Wu Xing assume il significato di una trasformazione dinamica e permanente, con i Cinque Elementi che indicano ciascuno le modalità in cui queste trasformazioni vengono espresse. Il Legno genera il Fuoco e bruciando forma delle ceneri che si decompongono in terra, il Fuoco diventa così elemento generatore della Terra. Dalla Terra si estraggono i metalli che disciolti diventano l’acqua che nutre le piante e gli alberi, secondo un’eterna e immutabile legge universale.

Questo è il ciclo “sheng” o della “creazione”, che viene chiamato nella medicina tradizionale orientale relazione “madre-figlio”. Nella fase preparatoria dello spettacolo è stata seguita il più rigorosamente possibile questa teoria che è diventata la “linea guida” sulla quale sono stati costruiti i quadri visivi e le scene, le coreografie, le immagini e i paesaggi sonori. Seguendo questa traccia lo spettacolo è stato quindi articolato in cinque quadri principali corrispondenti, ciascuno, ad un elemento. All’interno di ogni quadro è stato creato il contesto per raccontare leggende o credenze proprie dell’immaginario bambino della tradizione culturale cinese. I quadri sono “Il Legno”, “Il Fuoco”, “La Terra”, “Il Metallo”, “L’Acqua” anticipati da un preludio che introduce: “il tema del viaggio”. Questa introduzione è dedicata al panda, animale simbolo della Cina e personaggio guida. Nel corso del viaggio il piccolo panda di volta in volta si trasformerà, in modo giocoso, in un “mezzo di trasporto”, da prima auto, poi nave, treno, aereo e infine bicicletta e condurrà gli spettatori fino in Cina, proprio davanti alla Grande Muraglia.

Dicono Daniele Del Bandecca e Martina Gregori della “danza degli elementi”, la parte danzata dello spettacolo: “Abbiamo deciso sin da subito di coniugare il nostro personale background di danzatori contemporanei (release, floor work, contact-improvisation technique) con le suggestioni derivanti dall’approfondimento delle tecniche del tai chi e del shaolinquan e soprattutto dalle letture relative al pensiero cinese del Wu Xing. La teoria dei cinque elementi, o meglio dei cinque “movimenti”, ha costituito quindi la cornice strutturale all’interno della quale noi danzatori abbiamo riorganizzato il nostro vocabolario. Pur usando molto l’improvvisazione come strumento di ricerca, abbiamo voluto fissare ogni sequenza in modo da creare nello spazio un disegno chiaro, a tratti geometrico all’interno del quale poter dosare diverse forze e qualità di movimento.”

 

 

Articoli correlati (da tag)

Liberamente