Giovedì, 30 Novembre 2017 18:07

Prato, al Fabbrichino va in scena "Quartett" di Heiner Muller

Una scena di "Quartett" (foto di Duccio Burberi) Una scena di "Quartett" (foto di Duccio Burberi)

Prato - Da venerdì 1 a domenica 17 dicembre al Teatro Fabbrichino Roberto Latini dirige Valentina Banci e Fulvio Cauteruccio nella prima nazionale di “Quartett” di Heiner Müller.

 Quartet è una nuova produzione del Teatro Metastasio di Prato. Questo spettacolo si inserisce nel percorso d’artista che Latini sta conducendo attorno al “teatro nel teatro” e, difatti, anticipa di qualche mese il suo Il teatro comico di Goldoni per il Piccolo Teatro di Milano.

Ispirato al conturbante romanzo epistolare del Settecento “Le relazioni pericolose” di Choderlos de Laclos, Quartett di Müller mette in scena due attori che drammatizzano la storia del visconte di Valmont e della marchesa di Merteuil, scambiandosi i ruoli e impersonando le vittime dei due feroci libertini.

Si tratta di una delle vette del metateatro postmoderno: il testo di Muller ha coscienza scenica e evidenzia i meccanismi della macchina teatrale tra ascolto e relazione, con due attori che vanno in scena per “giocare alla recita del palcoscenico” ed essere a turno “spettatore uno dell’altra e attore uno per l’altra”.

La scena è la terra di mezzo che li sospende sulla precarietà del bilanciamento, tentare di rimanere in equilibrio è l’attitudine propria del lavoro su un testo in teatro, è recitare una parte o guardare chi recita una parte, non semplicemente uno sdoppiamento ma la moltiplicazione dei ruoli all’ennesima potenza, il superpotere di autore attore e spettatore che coincidono.

Le scene sono di Luca Baldini, le musiche di Gianluca Misiti. Un particolare allestimento farà sì che il pubblico possa essere ammesso sulla scena come un voyeur alla Kubrik di Eyes Wide Shut.

“Quartett è il doppio di un doppio - afferma Latini - Il testo di Heiner Müller gioca con uno specchio in continua metamorfosi. A guardarci dentro, c’è una concertazione di concetti e frasi che sembra corteggiare il pensiero e le sue proiezioni. Un teatrino in cui i monologhi fanno la recita del dialogo e viceversa. Dal libertinismo de Les liasons dangéreuses di Pierre Choderlos de Laclos, Heiner Müller trasforma la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont in personaggi dentro e fuori il ruolo delle parole di cui sono portatori. I due protagonisti si trovano in una condizione di estrema solitudine eppure nella necessità del meccanismo di relazione, sollecitato, disincantato, svilito, svelato, nel duello fondamentale tra la parte da interpretare e l’equilibrio dell’apparenza. Un uomo e una donna, uno di fronte all’altra, tra ascolto e relazione, spettatore uno dell’altra e attore uno per l’altra della tragicomica messinscena del Tempo.”

Biglietti da 9 a 15 euro, last minute 7,50 euro.

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