Mercoledì, 17 Gennaio 2018 11:08

Monica Guerritore in scena al Manzoni con “Mariti e mogli”

Una scena dello spettacolo (foto di Manuela Giusto) Una scena dello spettacolo (foto di Manuela Giusto)

Pistoia - Dal 19 al 21 gennaio al Teatro Manzoni di Pistoia approda “Mariti e mogli”, lo spettacolo che Monica Guerritore ha adattato e diretto dal celebre film di Woody Allen.

La commedia vede protagonista la stessa Guerritore assieme a Francesca Reggiani, Ferdinando Maddaloni, Cristian Giammarini e Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano e Angelo Zampieri. Lo spettacolo (orari: feriali ore 21, festivo ore 16), prodotto da ArtistiAssociati in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Parmaconcerti, si avvale delle scene di Giovanni Licheri, Alida Cappellini, dei costumi Valter Azzini e delle luci di Paolo Meglio.

La compagnia incontrerà il pubblico sabato 20 gennaio alle ore 17,30 alla Biblioteca San Giorgio; a condurre l'incontro Titti Giuliani Foti, giornalista e critico di teatro.

Uno spettacolo fortemente voluto da Monica Guerritore, che è riuscita, con grande determinazione (grazie anche all'aiuto di un caro amico come Vittorio Storaro, con Allen sul set del recente “La ruota delle meraviglie”) a convincere l'autore a concederle i diritti per l'adattamento teatrale di “Husband and Wives”, il film che uscì nelle sale nel 1992, interpretato da Mia Farrow, Sidney Pollack, Judy Davis, Liam Neeson, Juliette Lewis e dallo stesso Allen.

Nella scrittura originale di Monica Guerritore tutto accade in una notte piena di pioggia, in un luogo che, con il passare delle ore, diventa una specie di palestra/balera, una sala d'attesa, un ristorante, un luogo della mente dove gli otto protagonisti (mariti, mogli, amanti…) si ritrovano, come nelle parole di Allen, in un “girotondo di piccole anime che sempre insoddisfatte girano e girano intrappolate nell’insoddisfazione cronica di una banale vita borghese”.

Nelle simultaneità delle relazioni e degli intrecci clandestini, nelle rotture e nelle improvvise riconciliazioni, nei vagheggiamenti a volte comicissimi a volte paradossali, si percepiscono le “piccole altezze degli esseri umani”, così familiari a Bergman, a Strindberg.

E, nel perdersi in danze all'unisono, su musiche bellissime da Louis Armstrong a Etta James, Čechov e il tempo che intanto scivola via…Il jazz di Louis Armstrong precipita il pubblico immediatamente nel clima di Woody Allen, Strindberg e Bergman (riferimenti altissimi di Allen) vengono evocati nelle dinamiche tra mariti e mogli, la danza e il vino e la notte sganciano il corpo e liberano le energie. Il resto è l’eterno racconto dell’amore.

“Questo progetto – così Monica Guerritore in un'intervista – nasce da un’idea di Francesca Reggiani (che interpreta il ruolo di Judy): si era innamorata del film e mi ha proposto di adattarlo al teatro puntando su una comicità centrata sulle tematiche coniugali ma trattata con grandissima ironia e intelligenza. Lei aveva visto “Scene da un matrimonio” che avevo fatto con Gabriele Lavia e che è tratto da Bergman.

Tra l’altro Allen, che mi ha ceduto i diritti per questo lavoro, è un patito di Bergman ed entrambi ammirano Strindberg: quindi, a ben vedere, l’inizio di tutto è il suo “Inferno”. Abbiamo 'impostato' un luogo unico, un 'non-luogo' che però risultasse realistico. Il contest è quindi questa sala da ballo e bar dove una volta a settimana, dopo il lavoro, si incontra un gruppo di persone di un certo livello. Ho dovuto poi intervenire sulla contrazione del tempo: in una sola notte, queste persone riflettono sulla presenza o l’assenza dell’amore dialogando con il pubblico per svelare quello che sta accadendo nel loro mondo interiore”.

 

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