Lunedì, 23 Aprile 2018 15:13

Popiglio e Casalguidi, doppio appuntamento teatrale con “Gli Omini”

Una scena dello spettacolo (foto di Serena Gallorini) Una scena dello spettacolo (foto di Serena Gallorini)

Pistoia - Doppio appuntamento teatrale con “Ci scusiamo per il disagio” della compagnia Gli Omini, prima tappa del Progetto T dedicato alla storica e bellissima Ferrovia Porrettana e prodotto dall'Associazione Teatrale Pistoiese.

Lo spettacolo, che debuttò con grande successo di pubblico nel luglio 2015 (Premio “Rete Critica 2015” per Gli Omini) nel particolare allestimento all'interno dell'area Rotabili Storici di Pistoia, torna in scena, nella versione da palcoscenico, martedì 24 aprile al Teatro Mascagni di Popiglio e sabato 28 aprile al Teatro Francini di Casalguidi (ore 21).

Scritto e interpretato da Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini e Giulia Zacchini (luci di Emiliano Pona), Ci scusiamo per il disagio è stato ospite di importanti Festival e teatri italiani, confermando Gli Omini come uno dei gruppi teatrali più originali della scena contemporanea.

Una delle linee ferroviarie più antiche d’Italia: 99 chilometri di strada ferrata con 47 gallerie, 35 ponti e viadotti. Punti panoramici vertiginosi, fermate nel mezzo del bosco di castagni, un fiume che segue i binari con cascate e spiaggette. Stazioni interdette, costruzioni in rovina, paesini. Un’opera d’arte.

La Ferrovia transappenninica Porrettana, che unisce Pistoia a Bologna, ha avuto fin dalla sua nascita una storia travagliata, di idee grandiose, sogni, sacrifici, costruzioni straordinarie. Attorno alla Porrettana è nato un percorso di rilancio della sua identità che passa attraverso il recupero della memoria, la cultura dei territori: un percorso in cui il teatro ha fatto la sua parte con il Progetto T, ideato per il triennio 2015/2017 dall'Associazione Teatrale Pistoiese con Gli Omini. 

Partito dalla Stazione di Pistoia, il Progetto T è salito in Treno e, in questi tre anni, ha offerto ascolto, raccolto immagini, confessioni, volti e racconti, restituendo spettacoli, attraverso indagini e interviste territoriali alla ricerca di storie e personaggi, secondo la modalità di lavoro sul campo, quasi 'etnografica', che caratterizza da sempre la creatività de Gli Omini e documentata nei video sul Progetto T, realizzati da John Snellinberg Film.

La stazione di una periferia non è solo un luogo di passaggio. Non è un momento di transito, non è solo un non luogo. La stazione di una città piccola ha una sua identità, i suoi abitanti, le sue voci, le sue regole. Gli Omini sono stati, infatti, per un mese alla Stazione di Pistoia nell'aprile 2015 – sui binari, nel bar a consumazione obbligatoria ogni due passaggi, verso i bagni, sulle panchine. Hanno capito le regole e le hanno viste infrangere. Hanno incontrato la gente.

Alcuni pendolari, molti ex carcerati, altrettanti in libertà vigilata, piccioni, studenti confusi, marchettari, gente che si sposta in treno perché non ha più la macchina, coppie di ogni tipo, amore in ogni forma, piccioni, tossici, barboni suonatori di mandolino, donne che alla stazione leggono e poi parlano come un libro stampato. Gente che si nasconde, gente da guardare con la coda dell'occhio. Gente che guarda i treni passare e che deve stare lontano dalla linea gialla.

 

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