Mercoledì, 30 Maggio 2018 12:44

"Palermo Palermo" di Pina Bausch rivive al cinema La Compagnia di Firenze

Una scena dello spettacolo (foto di Silvia Tosetti) Una scena dello spettacolo (foto di Silvia Tosetti)

Firenze - Giovedì 31 maggio, alle ore 21, al Cinema La Compagnia di Firenze rivive “Palermo Palermo”.

In scena il mitico spettacolo di Pina Bausch, attraverso l’Archivio Andres Neumann, la cura di Massimiliano Barbini, la partecipazione di Gennaro Scarpato e Fondazione Luigi Tronci, del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, il sostegno della Regione Toscana e della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

La serata che ha come titolo “Palermo Palermo: l’Artista, la Città” e sottotitolo “L’Archivio dal vivo” è pensata per raccontare come preziose memorie teatrali possano essere fonte di ispirazione per nuove creazioni, per un nuovo pubblico e non siano esclusivamente utile materia di studio per addetti ai lavori.

Subito prima, alle 17.30 verrà proiettato, il documentario di Graziano Graziani Pina Bausch a Roma, nato da un’idea di Simone Bruscia e Andrés Neumann, a partire da alcune foto inedite dell'Archivio Teatrale Andres Neumann relative alla residenza di Pina Bausch a Roma del 1999 per la creazione di O Dido. I due appuntamenti fanno parte della giornata dal titolo "Memoria e contemporaneità. Una, nessuna o centomila?" promossa da Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana con Regione Toscana, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana.

Il Funaro di Pistoia custodisce la Biblioteca Teatrale Piero Palagi e dal 2010 l’Archivio del noto produttore internazionale Andres Neumann, da cui nel 2014 era già stata tratto l’incontro - spettacolo “Carmen. Il racconto di un allestimento leggendario”, a partire dai materiali legati alla “La Tragédie de Carmen”, che Peter Brook allestì a Les Bouffes du Nord di Parigi nel 1981.

L’Archivio Neumann rappresenta uno dei più importanti patrimoni documentari relativi alla storia dello spettacolo mondiale degli ultimi quarant’anni. Esso raccoglie infatti la memoria della Andrés Neumann International, agenzia che dal 1978 è stata un imprescindibile punto di riferimento per artisti di prestigio internazionale quali Peter Brook, Tadeusz Kantor, Dario Fo, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ingmar Bergman, Pina Bausch, Luca Ronconi, Andreij Waida, Robert Wilson, il Living Theatre, e ha dato vita a spettacoli memorabili quali, tra gli altri, il Mahabharata di Brook, l’Amleto di Bergman, Palermo Palermo di Pina Bausch. L’Archivio Neumann, ancora una volta, si trasforma in una potente macchina per mettere in scena la storia di uno di questi mitici allestimenti. “Palermo Palermo” rappresenta una delle vette creative del lavoro di Pina Bausch: un’opera esemplare sulla modalità seguita da Pina per raccontare una città e per “inserirla” nella sua poetica. Frutto di una residenza voluta dall’allora (era il 1990) e tutt’ora sindaco Leoluca Orlando e dal Teatro Biondo, lo spettacolo, lontano dalla tentazione di restituire immagini da cartolina della città, mette di fronte ad aspetti peculiari e, al tempo stesso, universali di questo straordinario luogo dello spazio e della mente.

Basandosi sulla corrispondenza fra Neumann e il Teatro Biondo, tra Neumann e il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, sulle schede tecniche, i programmi di sala, la rassegna stampa, gli appunti è stato possibile stabilire la cronologia di una vicenda appassionante e non priva di ostacoli e che ha visto l’esito dell’operazione incerto quasi fino al debutto. Una storia nella storia: quella dell’allestimento e quella dello spettacolo, che dirà anche delle reazioni di chi ha assistito alle prime rappresentazioni. Massimiliano Barbini racconterà agli spettatori di questa grande vicenda. Con lui sul palco, il polistrumentista Gennaro Scarpato che sonorizzerà la serata con strumenti, principalmente a percussione, di varia natura provenienti dall’Archivio musicale della Fondazione Luigi Tronci, creando così un dialogo tra due archivi e servendosene anche per restituire, con la sua intepretazione, il processo creativo di Pina. Barbini, infatti, lo ha invitato a lavorare sulle stesse domande che usò Pina per stimolare il contributo artistico dei suoi danzatori (e che si possono ritrovare nel libretto di sala dell’epoca). Completa il cast la presenza degli allievi del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze (già coinvolti nella serata dedicata allo spettacolo di Brook) che eseguiranno dal vivo musiche presenti nello spettacolo di Pina.

Dice Barbini di questo incontro spettacolare: “Shakespeare, nell’”Amleto”, parla di forma e impronta ed è dall’impronta di archivio che proveremo a rendere conto di una forma convinti che la componente empatica che suscita lo spettacolo dal vivo sia strumento utile per la trasmissione anche di contenuti specialistici”.

Il film previsto nel pomeriggio, alle ore 17.30, firmato da Graziani, critico teatrale, scrittore e giornalista (Radio 3 Rai 5 e numerose altre testate), selezionato recentemente ai Nastri d'Argento – Documentari (sezione "Dal Teatro allo Schermo”), è prodotto da Riccione Teatro, in collaborazione con l’Archivio Teatrale Andrés Neumann/il Funaro di Pistoia e prende spunto da alcune fotografie inedite dell’Archivio Andres Neumann, che testimoniano le visite di Pina Bausch nei campi rom della capitale. Da qui l’idea di realizzare un documentario sul rapporto intimo che l’artista aveva con Roma e con i luoghi meno conosciuti della città, attraverso i ricordi inediti di alcuni compagni di viaggio della Bausch come Matteo Garrone, Mario Martone, Vladimir Luxuria, Leonetta Bentivoglio, Cristiana Morganti e Andrés Neumann.

Della serie di quindici spettacoli che la grande coreografa ha realizzato ispirandosi ad altrettante città del mondo, Roma è l’unica che vanta ben due titoli dedicati: Viktor (1986), e O Dido (2000), entrambi coprodotti con il Teatro di Roma. Il documentario Pina Bausch a Roma ripercorre le due residenze romane dell’artista tedesca, riportando alla luce, attraverso un intreccio di testimonianze inedite, la Roma insospettabile di Pina, una città autentica e assolutamente anticonvenzionale: una Roma quotidiana, scandita da pranzi in trattoria, incursioni in sale da ballo popolari e passeggiate al mercato della frutta; una Roma underground, distesa nelle sue periferie multietniche, conosciuta grazie a ripetute visite in campi rom e sopralluoghi notturni in locali transgender e circoli di cultura omosessuale​.

 

 

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