Lunedì, 08 Ottobre 2018 16:35

“Teatri Mobili” in scena a Pistoia per il Funaro

I Teatri Mobili a Pistoia (foto di Stefano Di Cecio) I Teatri Mobili a Pistoia (foto di Stefano Di Cecio)

di Stefano Di Cecio

Pistoia - Piazza Giovanni XXVIII, di fronte al fregio robbiano del Ceppo: un autobus, un camion e, nello spazio al centro fra i due, un palco.

Tutt’intorno tavoli, panche, piccole macchine che ricordano, anche se molto da lontano, i videogiochi, poi libri da sfogliare e da leggere. Una piccola fiera che ospita gli spettatori dei “teatri mobili” prima, durante e dopo gli spettacoli. Questi si svolgono all’interno dell’autobus e nel camion in cui, per ciascuno, ci sono 35 posti a sedere. Molti bambini ed adulti, tutti incuriositi dai “giocosi misteri” che animano questo spazio.

Chi sono? Due compagnie teatrali che traggono origine dalla stessa famiglia: padre e madre, Marco e Federica. Italianissimi, papà Marco è genovese e mamma Federica è nata a Pisa ma cresciuta a Roma.

Si incontrano negli anni Ottanta a Rodi dove Marco aveva una barca-teatro, comprata a 23 anni, e lì realizzano uno spettacolo, “una sorta di sogno”, con 15 spettatori, in isole che non avevano mai visto questo genere di iniziative, soprattutto in barca.

Dopo aver fatto diverse rappresentazioni, totalmente autoprodotte, vendono tutto e ricominciano in un’arena, sempre in Grecia, che diventa poi la base della famiglia Grignani fra Rodi, il Dodecanneso, Creta e la costa turca.

Nel 1985 fondano la compagnia Girovago & Rondella. Dalla coppia poi nascono i figli Rugiada, Timoteo e Tommaso che a loro volta fondano nel 2009 un’altra compagnia, la “Compagnia Dromosofista”, con due musicisti argentini, i fratelli Santiago e Facundo Moreno.

Gli spettacoli in quel periodo si svolgono soprattutto in teatro e in tutto il mondo perchè sono spettacoli “senza parole” e pertanto comprensibili da tutti.

“Manoviva”, lo spettacolo che si svolge nel bus, è stato in 25 paesi nel mondo, dal Brasile all’India, in Israele, a Taiwan, perché il formato “senza parole” gli permette di andare ed essere compreso ovunque. Lo stesso vale per la Compagnia Dromosofista, che si esibisce con il proprio spettacolo nel camion.

Nel 2016 nasce un nuovo progetto con l’intento di portare il “teatro di figura”, ovvero un teatro super popolare (le marionette, i burattini, Pulcinella hanno una grandissima tradizione) ma in maniera più contemporanea e “in piazza”, cioè alla portata di tutti.

In Italia, quando si parla di “burattini”, il teatro di figura, si pensa che lo spettacolo sia solo per bambini, spesso i genitori non entrano nemmeno nelle sale. Invece, dice Tommaso Grignani, “noi portiamo un teatro di figura contemporaneo che è adatto a tutti e che sia gli adulti che i bambini possono apprezzare alla stessa maniera”.

Gi argomenti delle storie sono varie: in Antipodi, si invita il pubblico a salire sul camion e fare un viaggio surreale ai nostri antipodi del mondo. “Abbiamo pensato alla parola “antipodi” perché è letteralmente il punto opposto del globo, e questi due punti opposti del globo hanno una forza che li attrae”, prosegue Tommaso.

Questi antipodi, opposti, hanno varie tematiche come la vita e la morte, il sogno, la nascita, ed è quindi un susseguirsi di situazioni in un viaggio “onirico”.

Manoviva, invece, si svolge nel bus ed ha una durata di trenta minuti nei quali due burattini, o meglio due mani, impersonano altrettanti personaggi, un uomo ed una donna. “Manin” ci mostra u po’ alla volta tutte le sue abilità di giocoliere circense.

“Manon”, la donna, cammina in bilico su di un filo, lui suona, lei gioca col fuoco, una storia d’amore con un finale “surreale” ed imprevedibile.

Nello spazio fra il camion e l’autobus i “teatrini emozionali” costruiti dalla compagnia in collaborazione con l’artista cinetico Johannes Dimpflmeier, una fiera dal sapore un po’ antico completamente autoprodotta. In questo particolare foyer c’è infine il terzo palco dove si propongono concerti fra una replica e l’altra. Le persone arrivano, scoprono il mondo dei teatri mobili e possono ascoltare i brani musicali raccolti un po’ in tutti i viaggi intorno al mondo, eseguiti da Rugiada Grignani e Facundo Moreno.

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