Mercoledì, 14 Novembre 2018 10:14

Novità e grandi classici nella nuova stagione del Moderno di Agliana

Ambra Angiolini e Matteo Cremon in una scena de "La guerra dei Roses" (foto di Andrea Ciccalè) Ambra Angiolini e Matteo Cremon in una scena de "La guerra dei Roses" (foto di Andrea Ciccalè)

Agliana - Un cartellone articolato quello promosso da FTS e Comune di Agliana per la nuova stagione del Teatro Moderno.

Un programma in linea con la vocazione multidisciplinare del circuito che risponde alle esigenze del territorio sempre attento alle novità e pronto alle sollecitazioni culturali.

Sono sei gli spettacoli in abbonamento che si alterneranno fra dicembre e marzo sul palcoscenico del Teatro Moderno: rivisitazioni di grandi classici (“Andromaca”), storie di grandi campioni (“Bartali: prima tappa”), riscritture di celebri film per il teatro (“La guerra dei Roses”), faranno parte della proposta teatrale che intratterrà il pubblico durante la stagione 2018-2019.

Ambra Angiolini, Matteo Cremon, Maria Cassi, Tullio Solenghi, Orchestra Multietnica di Arezzo con Ginevra di Marco, Massimiliano Civica, I Sacchi di Sabbia e molti altri artisti saranno i protagonisti della scena del Teatro Moderno.

Il frutto dell’investimento economico e culturale negli anni ha portato a una crescita esponenziale degli abbonamenti, come dimostrano i dati della stagione passata: il numero degli abbonati è cresciuto da 132 a 150, mentre la media presenze si è attestata su 219 spettatori (su una capienza del teatro di 280 posti).

Invariati i prezzi, con biglietti da 11 euro e abbonamenti da 55 euro; per gli universitari possessori della Carta dello Studente è riservato un prezzo speciale di 8 euro; le riduzioni per i giovani sono valide fino a 30 anni.

Al Moderno la stagione si apre sabato 1 dicembre (spettacolo inaugurale a ingresso gratuito) con “Giovanni per campare digiunava”. Un viaggio attraverso le imprese, le contraddizioni, i cortocircuiti sensoriali e di senso presenti nella vita di Giovanni Succi, artista del digiuno tra più conosciuti al mondo tra Ottocento e Novecento. Una storia ispirata al racconto “Ein Hungerkünstler” di Franz Kafka, che accompagna lo spettatore a una connessione con l’arte e la vita.

Spazio anche alla musica, con il concerto dell’Orchestra multietnica di Arezzo e Ginevra Di Marco. Andrà in scena domenica 9 dicembre. La vivacità e gli intrecci timbrici dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretta da Enrico Fink, incontreranno Ginevra Di Marco, una tra le voci più carismatiche del panorama musicale italiano, e una tra le ricercatrici più attente all’interno del vasto repertorio della musica popolare, non solo italiana. Da un’idea di Officine della Cultura, che presenta le musiche dell’OMA costituita da 35 musicisti provenienti da Albania, Palestina, Libano, Tunisia, Argentina, Colombia, Bangladesh, Giappone, Romania, Russia e Svizzera.

Ambra Angiolini e Matteo Cremon, mercoledì 9 gennaio presentano “La guerra dei Roses”, una commedia “nera” tratta dal film diretto nel 1989 da Danny De Vito con protagonisti Michael Douglas e Kathleen Turner nei panni dei coniugi Rose. Una spietata critica nei confronti dell’istituzione familiare, delle sue ipocrisie, dei suoi scheletri nell’armadio e, soprattutto, del perbenismo della filosofia borghese americana.

Sabato 26 gennaio è la volta di “Bartali: prima tappa”. Lo spettacolo, portato in scena da Factory Tac, approfondisce tematiche storiche connesse agli anni dell’occupazione nazista attraverso la figura di uno dei ciclisti italiani più significativi: Gino Bartali. Un monologo portato in scena da un ragazzo appassionato di ciclismo, che fingendosi il campione Bartali, presenta uno spettacolo composto da tappe dense di storie, raccontate attraverso gli occhi curiosi di un personaggio che si muove lungo le strade dell’Italia in guerra e sulle vie della solidarietà. Venerdì 25, replica in matinée, ore 11 per le scuole a ingresso gratuito.

Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia sabato 23 febbraio portano a teatro un classico dell’antichità, “Andromaca”, tratto dalla drammaturgia di Euripide, in cui esplorano i confini fra il comico e il tragico. Nonostante la drammaticità dei temi, il carattere farsesco e comico del coro femminile interpretato da uomini en travesti valorizza la drammaturgia, spingendo l’intera pièce al limite del paradosso, per una nuova esilarante versione del classico euripideo.

Venerdì 15 marzo, Maria Cassi veste i panni di Cesare Zavattini, il grande sceneggiatore italiano di Miracolo a Milano (1951), Quattro passi tra le nuvole (1942) e Sciuscià (1946), in uno spettacolo recitato, cantato e musicato dal vivo: “Cinemaria”. Uno show esilarante e divertente, dove il cinema incontra il teatro.

A chiudere la stagione, domenica 24 marzo, ci pensa Tullio Solenghi con “Una serata pazzesca”, spettacolo dedicato alla sua amicizia con Paolo Villaggio. Solenghi racconta aneddoti, incontri e storie vissute insieme al comico genovese; e poi lo legge: legge i suoi libri, i suoi pensieri, i suoi racconti, rivelandone la forza come scrittore.

 

 

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