Martedì, 27 Novembre 2018 16:35

Teatro Manzoni, in scena “Il padre” con Haber e Della Rovere

Haber e Della Rovere in una scena dello spettacolo (foto di Tommaso Le Pera) Haber e Della Rovere in una scena dello spettacolo (foto di Tommaso Le Pera)

Pistoia - Come quarto titolo in abbonamento, dal 30 novembre al 2 dicembre, il Teatro Manzoni di Pistoia ospita, alla sua terza stagione di tournée, “Il padre” di Florian Zeller.

Si tratta di uno dei più promettenti autori teatrali francesi del momento del quale, solo in questi mesi, sono in scena in Italia ben quattro commedie tutte affidate ad attori di primo piano.

Tradotto, adattato, diretto da Piero Maccarinelli e prodotto da Goldenart production, lo spettacolo vede protagonista, nel ruolo del titolo, Alessandro Haber in quella che è sicuramente una delle migliori interpretazioni del popolare attore. Al suo fianco, Lucrezia Lante della Rovere, anch'essa in una bella prova d'attrice; completano l'ottimo cast Paolo Giovannucci, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo e Riccardo Floris.

Un testo forte e attualissimo, che fa riflettere, solleva domande: al centro la vicenda di Andrea, un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma che mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. La sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione (l'inesorabile evoluzione di questa malattia) che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla progressiva perdita di memoria dell'uomo, viene affrontata con leggerezza, sensibilità, tocchi di commozione e amara e pungente ironia, riuscendo a far entrare il pubblico della mente e nei pensieri stessi dei personaggi.

Nell'ottica della collaborazione con Unicoop Firenze, da alcuni anni partner sostenitore di tutte le attività dell'Associazione Teatrale Pistoiese, l'incontro con la compagnia del ciclo “Il teatro si racconta”, condotto da Saverio Barsanti, direttore artistico Associazione Teatrale Pistoiese, si terrà sabato 1 dicembre alle ore 17.30 nella Sala Soci Unicoop, recentemente inaugurata e situata presso la Coop.fi di Viale Adua (ingresso libero).

In occasione delle recite sarà presente nel foyer del Teatro Manzoni un banco infomativo con i referenti di AIMA, l'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer.

L’avanzare della malattia spinge la figlia Anna (molto legata a lui e intenzionata a ricercare, in primo luogo, il benessere e la sicurezza del padre) a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza...

La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare con delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall'immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

Il Padre del giovane drammaturgo francese Florian Zeller debutta nel 2012 al Hébertot Theatre di Parigi, replicando sulle scene francesi fino al 2014 con grandissimo successo e aggiudicandosi nel 2014 il Prix Molière nel 2014 come miglior spettacolo dell’anno. Il testo è stato quindi adattato per il grande schermo da Philippe Le Guay, col titolo Florida e rappresentato a Londra al Wyndham’s Theatre e al Trycicle Theatre con protagonisti Kenneth Cranham e Claire Skinner e al MTC – MANHATTAN THEATRE CLUB di Broadway, con Franck Laugella, con la traduzione del due volte vincitore del “Tony Award”, Christopher Hampton, diretto dal regista premio “Tony Award”, Doug Hughes.

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