Sabato, 01 Dicembre 2018 15:07

"Il padre": Haber e Della Rovere a confronto con un tema doloroso e attuale

Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere

di Stefano Di Cecio

Pistoia – Un orologio che appare e scompare dal polso di “Andrea”, Alessandro Haber, protagonista, insieme alla figlia “Anna”, Lucrezia Lante Della Rovere, de “Il Padre”.

Un orologio che rappresenta la sintesi del tempo che si trasforma e con esso le persone che lo “abitano”. Non scandisce più i momenti e le certezze solite e consolidate, ma una nuova realtà, nuovi riferimenti dettati da una malattia subdola ed incalzante, l’alzheimer.

Pietro Maccarineli porta in scena l’opera di Florian Zeller, giovane drammaturgo francese vincitore del Premio Molière 2014 alla ribalta sulle scene europee per il carattere brillante dell’opera.

Il vero colpo di genio dell’autore è quello di far vivere agli spettatori lo sconcerto di Andrea. Sul palco si muovono infatti gli altri altri attori Paolo Giovannucci, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo e Riccardo Floris, che interpretano gli sdoppiamenti della figlia, del genero e della badante.

Sono veri e propri alter ego generati dalla mente di Andrea che confonde i volti, le situazioni, i dettagli, il tempo. In ogni scena si scambiano i ruoli, partono per non tornare. Ripetono le stesse azioni ma con vestiti diversi, lasciando Andrea nella sua progressiva confusione in cui cerca disperatamente e, a volte in maniera comica, quelle certezze che non possiede più. Non riconosce i volti, i corpi e cerca, in maniera dolorosa, di ricollegare fra di loro i ricordi e gli affetti che hanno caratterizzato la sua vita.

A scandire in maniera determinante lo scorrere delle varie situazioni è la luce. La scenografia, che riproduce un interno elegante dell’appartamento parigino di Anna dove Andrea, considerato il suo stato di salute, si è trasferito per volere della figlia, si “muove”, cambia anche se di poco intorno ai pochi elementi di arredo. La forte illuminazione delle finestre si alterna con il buio completo, quasi un alternanza ineluttabile fra la “ragione” e l’incertezza di una realtà in cui la “ragione” scompare e diventa luogo sconosciuto, incalzante ed impenetrabile.

L’amara ironia della nuova condizione di vita di Andrea non nasconde il suo, a tratti disperato, bisogno di affetto e di sicurezza che sarà sempre più difficile, se non impossibile, esaudire, lasciando negli spettatori un profondo senso di commozione.

Aver scelto di rappresentare quest’opera nella stagione di prosa di quest’anno ci è sembrata un'ottima scelta della direzione del teatro Manzoni come quella di ospitare l’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer nel foyer del teatro per fornire informazioni e raccogliere fondi. L’invito a lasciare anche un contributo minimo è stato lanciato dallo stesso Haber al termine dello spettacolo.

La compagnia incontrerà il pubblico oggi pomeriggio alle ore 17,30 presso la Sala Soci Unicoop di Pistoia in viale Adua. Le repliche si terranove stasera alle 21,00 e domani alle ore 16,00.

 

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