Domenica, 09 Dicembre 2018 10:58

Il "Pinocchio" onirico del Teatro del Carretto in scena al Funaro

Una scena dello spettacolo (foto di Filippo Brancoli) Una scena dello spettacolo (foto di Filippo Brancoli)

Pistoia - Il Funaro di Pistoia chiude il cartellone 2018 con una versione speciale di “Pinocchio”.

In scena l'adattamento molto noto e amato del Teatro del Carretto del 2006, riallestito nel 2017 per la Biennale Teatro di Venezia, che rappresenta uno degli apici del lavoro condotto da Maria Grazia Cipriani e Graziano Gregori.

La storica coppia artistica nasce nel 1983 e si è distinta negli anni, a livello internazionale per una straordinaria qualità degli aspetti visivi della messa in scena. Lo spettacolo, tratto dal romanzo di Carlo Lorenzini, è in programma per venerdì 14 e sabato 15 dicembre, alle ore 21. E’ una versione teatrale “non rassicurante” (per adulti, non pensata per il teatro ragazzi) del racconto sul più famoso burattino del mondo, con un Pinocchio in carne ed ossa, interpretato da un intenso Giandomenico Cupaiuolo, sul palco con Elsa Bossi, Giacomo Pecchia Giacomo Mezzani, Elena Nenè Barini, Nicolò Belliti, Jonathan Bertolai, Carlo Gambaro.

La creazione, che si distingue per l’eccellente scrittura drammaturgica e per un accurato ed efficace lavoro sugli attori, parte dal sogno di Geppetto di fabbricarsi un burattino meraviglioso e di girare con lui il mondo in cerca di avventure e illusioni. Pinocchio fa a sua volta il suo il sogno di Geppetto e per realizzarlo egli dovrà toccare il fondo della sua sventura, fino a quando, trasformato in somaro, sarà Stella della danza nel circo del Paese dei Balocchi e rischierà di diventare una pelle di tamburo per la banda.

Lo spettacolo legge l'avventura di Pinocchio come un'avventura onirica, frutto di desideri e paure dell'inconscio, e presenta il destino del burattino come un destino teatrale fin dalla nascita. Dice Maria Grazia Cipriani, che firma l’adattamento del testo e la regia: “Da quel progetto accarezzato dal genitore (ridotto a puro fantasma nel ventre della balena) passando attraverso il Carrozzone di Mangiafuoco - suoni festosi di grancassa, il giubilo del Gran Teatro, attori che sembrano marionette e marionette che sembrano attori e la scena, straziante satira parodica della commedia popolare e del melodramma, in cui Pinocchio chiede a Mangiafuoco la grazia per “Arlecchino” - o presso la casa della fata, creatura dominata dal terrore di essere abbandonata, perduta, e costretta a sua volta a rischiare di perdere, abbandonare a quella ribalta che è il circo dove Pinocchio-somaro è costretto ad esibirsi l’approdo è in un finale con il palcoscenico ormai vuoto quando, uscito dal sogno “di legno”, Pinocchio vede il suo simulacro abbandonato come un costume di scena. Avventura onirica, notturna, di una notte definitiva, dove il giorno è solo recitato da sarcastici lampi temporaleschi, e il destino del grande burattino si rivela, letteralmente, teatrale”.

Precede “Pinocchio”, lunedì 10 dicembre, alle ore 18.30 il primo appuntamento con il ciclo di incontri dal titolo "Novecento italiano": una condivisione ad alta voce di racconti brevi e indispensabili di Dino Buzzati, Italo Calvino, Federico De Roberto, Elsa Morante e Anna Maria Ortese. Sarà la voce di questi grandi narratori a condurci in un viaggio nella storia recente del nostro paese.

L’idea fa parte de “La biblioteca, l’isola le sue voci”, a cura di Massimiliano Barbini, responsabile della Biblioteca del Funaro, parte della Rete Documentaria della Provincia di Pistoia, sede del Fondo Andres Neumann e della Biblioteca Teatrale Piero Palagi,

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