Sabato, 15 Dicembre 2018 15:35

Al Teatro Magnolfi di Prato debutta "Cani morti" di Carmelo Alù

Una scena dello spettacolo Una scena dello spettacolo

Prato - Da martedì 18 a domenica 23 dicembre al Teatro Magnolfi debutta in prima nazionale “Cani morti”.

Un testo inedito di una rivelazione della scena europea degli ultimi anni, Jon Fosse, adattato e diretto dal giovane regista Carmelo Alù, diplomato in regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e vincitore del progetto “Davanti al pubblico” 2018 (orario spettacoli: feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30).

Questa nuova produzione del Teatro Metastasio di Prato – realizzata con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Prato - è la prima delle tre previste da “Davanti al pubblico”, un progetto di avviamento al lavoro per giovani registi neodiplomati. Realizzato con la cura del regista Massimiliano Civica in collaborazione con le residenze artistiche toscane di Castiglioncello-Armunia/festival Inequilibrio e di Sansepolcro-CapoTrave/Kilowatt festival e del circuito regionale Fondazione Toscana Spettacolo, il progetto prevede nel triennio 2018-2020 un allestimento all’anno di uno spettacolo proposto e diretto da un regista esordiente, con tappe di residenza per le prove, predebutti in importanti festival, repliche in stagione al Met e varie date all’interno del circuito toscano.

Dopo aver dunque già realizzato tra maggio e luglio scorsi due residenze artistiche a Castiglioncello e San Sepolcro, un periodo di prove a Prato e la presentazione di due anteprime/studi al Festival Inequilibrio e a Kilowatt Festival, “Cani morti” giunge ora al suo debutto ufficiale e, dopo le repliche a Prato, circuiterà in diverse città toscane.

Si tratta di un lavoro sulle relazioni umane – o l’assenza di esse che Alù ha affrontato a partire dal testo - minimalista e densamente strutturato, con un dettato ripetitivo che oscilla tra realismo e assurdo secondo la cifra specifica di Fosse, tradotto in modo da poter puntare principalmente sulla bellezza del racconto e sull’autoironia dei protagonisti, pieni di scatti “buffi” e “ridicoli”, in tensione continua.

In scena solo un tavolo e tre sedie che evocano una casa, e un proiettore da 5000 W su uno stativo che funziona da finestra sul mondo. Lì un figlio annuncia a sua madre la scomparsa del loro cane e questa assenza è il perno del dramma, tutto giocato su un crescendo di tensione affilata in battute brevi e asciutte. Il genere giallo viene evocato dalle notizie che si susseguono, a partire dall’annuncio che il cane è morto…

“Per me che tendo sempre a mettere al primo posto il lavoro degli attori – afferma l’esordiente Alù – la scintilla con questo testo è scoccata per il fatto che non ha senso se non viene messo in scena. Il tipo di scrittura frammentata, piccolissima, tutta a “mozzichi e bocconi”, prevede necessariamente gli attori che la agiscono e un ‘teatro nudo e crudo’. Sta poi all’immaginazione del pubblico fare il resto: non c’è scenografia ma, per assurdo, se ci sono 50 spettatori, ci sono 50 scenografie diverse”.

I personaggi in scena sono affidati a Alessandra Bedino, Domenico Macrì, Emanuele Linfatti, Caterina Fornaciai, Daniele Paoloni. 

Biglietti da 10 a 15 euro.

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