Lunedì, 21 Gennaio 2019 17:04

Tra biografia e memoria: al Moderno arriva il “Bartali” di Francesco Dendi

Francesco Dendi in una scena dello spettacolo (foto di Elisa Marmugi) Francesco Dendi in una scena dello spettacolo (foto di Elisa Marmugi)

Agliana - Un coinvolgente monologo, tra storia, memoria e biografia, su una delle figure sportive più significative del secolo scorso.

Sabato 26 gennaio alle ore 21 (prezzi: 14 euro intero, 11 euro ridotto under-14 e over-65) va in scena al Teatro Moderno “Bartali: prima tappa”, spettacolo di Paola Bigatto e Lisa Capaccioli, per la regia di Lisa Capaccioli, interpretato dall'attore pratese Francesco Dendi e prodotto dall'Associazione Factory TAC.

Attraverso la figura di uno dei ciclisti italiani più significativi del Novecento, lo spettacolo approfondisce le tematiche storiche connesse agli anni dell’occupazione nazista e alle relative conseguenze che essa ha portato, in particolare ai danni della popolazione di origine ebraica. Da quando Gino Bartali, oltre a essere insignito di titoli sportivi, è stato nominato “Giusto tra le Nazioni” per la sua opera di aiuto strettamente connessa all’attività della Delasem (la delegazione per l’assistenza degli emigranti), la sua figura è stata meritatamente riscoperta e approfondita, mettendo in risalto non solo il “professionista” Bartali, vincitore di tre Giri e due Tour, ma anche “l'uomo” Bartali, capace di mettersi in discussione e di rischiare in prima persona per mettere in salvo famiglie innocenti.

Lo spettacolo restituisce l'immagine di un grande corridore ma anche di un uomo dotato di un profondo senso di umanità per l’opera di assistenza che ha svolto in silenzio nel periodo 1943-1944 per la Delasem, una rete, prima autorizzata dal regime fascista e poi negata, che attraverso l’operato clandestino di volontari, religiosi, partigiani, civili, ha dato aiuto agli ebrei italiani in uno dei momenti più difficili per l’umanità. Bartali faceva parte della rete, perché connesso al cardinale di Firenze Elia dalla Costa (anche lui membro attivo della Delasem sul territorio Toscano) e si occupava di trasportare carte d’identità false sotto la sella della sua bicicletta da Firenze ad Assisi, passando per Perugia. Essendo un ciclista e dovendosi allenare anche se l’attività sportiva ufficiale era ferma, Bartali aveva la possibilità di viaggiare attraverso le strade senza essere fermato ai posti di blocco, o se fermato, la sua fama gli permetteva di non essere soggetto a troppe domande.

“Bartali: prima tappa” è un monologo che porta in scena un ragazzo, appassionato di ciclismo, chiamato “I’ Bartali” in onore del suo ciclista preferito. Il nostro protagonista, innamorato delle corse e della sua bicicletta, si inventa un “Giro d’Italia” tutto suo: fa parte della rete di assistenza clandestina e ogni giorno si deve occupare di portare abiti, cibo e documenti falsi a ebrei nascosti nella campagna toscana. Il suo sogno di essere proprio come “Ginettaccio” si realizza. Il finto Bartali e quello vero fanno del bene senza che si sappia e sfruttano il talento di saper correre in bicicletta per svolgere la loro ardita missione.

“Bartali: prima tappa” è il quarto appuntamento della stagione teatrale aglianese, promossa e organizzata da Fondazione Toscana Spettacolo in collaborazione con l'associazione culturale “Il Moderno” e il Comune di Agliana.

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