Venerdì, 25 Gennaio 2019 14:53

A Monsummano in scena “Le Carlottine” per la Giornata della Memoria

Una scena dello spettacolo "Le Carlottine" Una scena dello spettacolo "Le Carlottine"

Monsummano Terme - In occasione della Giornata della Memoria, domenica 27 gennaio alle ore 16, il Teatro Montand ospita "Le Carlottine: rappresentazione musicata e giocata sull’Olocausto".

Lo spettacolo (ingresso 7 euro), dedicato ai bambini di una fascia d’età 7-13 anni, a cura della Compagnia Errare Persona, è inserito nel progetto di Teatro Civile “Racconta la guerra”, primo dei due appuntamenti della sezione “A Teatro con la famiglia” che proseguirà il 17 febbraio con “Le novelle della nonna” da Emma Perodi a cura di Gogmagog (dai 6 anni), preceduto il 16 febbraio dal laboratorio per bambini condotto dalla Cooperativa Giodò.

L’iniziativa è promossa dall'Amministrazione Comunale e dall'Associazione Teatrale Pistoiese, con il sostegno di Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Toscana, Unicoop Firenze e con il contributo di Polli e Arredamenti Goti.

Lo spettacolo “Le Carlottine”, scritto da Damiana Leone e dalla stessa interpretato assieme a Ilaria Amadasi, Le musiche sono di Kurt Weill, Alessandro Calabrese firma scene e luci.

Carlottina è un piccolo personaggio inventato da Elsa Morante, di cui si è scritto: "La Carlottina è un romanzo d'avventure e d'amore (regolarmente diviso in parti e capitoli dove i personaggi protagonisti riappaiono sotto diversi travestimenti). È un poema epico-lirico-didascalico in versi sciolti e ritmati, regolari e irregolari. È un'autobiografia. È un memoriale. È un manifesto. È un balletto. È a tragedia. È una commedia. È un madrigale. È un documentario a colori. È un fumetto. È una chiave magica. È un sistema filosofico-sociale, è un libro".

Carlottina è una bimba ariana nella Germania nazista che ha una cara amica con cui gioca sempre, Carlotta. Le due amiche si divertono a interpretare la realtà a modo loro: così il termine ariani per loro diventa “pieni di aria” o “quelli che fanno le puzzette”, il Führer diventa “Furio” perché è sempre arrabbiato e Benito Mussolini diventa “Bonito” perché è convinto di essere bellissimo. Quando Carlotta è costretta da ebrea a portare la stella gialla, Carlottina escogita un piano per salvare la sua amica e il mondo, riempiendolo di stelle gialle.

Ma la cosa che desta un grande interesse nell’incontrare questo personaggio, è il modo assolutamente puro e fanciullesco con cui l’autrice riesce a parlare dei “felici pochi”, cioè degli ultimi, dei disgraziati, delle vittime. E tra le vittime non potevano mancare quelle dell’Olocausto, di cui parla con la dolcezza dei bambini dotati di quella sana incoscienza nel comprendere le grandi tragedie che gli adulti purtroppo non hanno.

Nello spettacolo sono state selezionate e musicate le ballate che parlano direttamente delle vittime dei lager come se a parlarne fossero da un lato le anime di quei morti, dall’altro dei bambini per cui le stelle gialle erano stelle del cielo. Lo spettacolo, quindi, spiega ai bambini in modo giocoso come poteva non avvenire l’Olocausto e quello che invece è successo.

Le immagini proiettate durante lo spettacolo sono copie dei disegni originali degli internati del Lager di Terezin detto il Lager dei bambini, su cui la compagnia ha fatto un lavoro di ricerca che confluisce anche in questo lavoro.

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