Lunedì, 04 Febbraio 2019 15:37

"La bisbetica domata" di Shakespeare in scena al Teatro Bolognini

La compagnia degli attori de "La bisbetica domata" (foto di Domenico Summa) La compagnia degli attori de "La bisbetica domata" (foto di Domenico Summa)

Pistoia - Factory Compagnia Transadriatica ritorna ad affrontare Shakespeare con una lettura corale e visionaria.

Uno spettacolo dove la musica e la rima concorrono a restituirci una sorta di opera buffa, caustica e comicamente nera.

E lo fa affrontando un capolavoro shakespeariano come “La bisbetica domata”, in scena al Piccolo Teatro Bolognini venerdì 8 febbraio (ore 21) e, in replica, con ben tre recite in matinées per le scuole superiori di Pistoia e provincia (dal 6 all’8 febbraio, ore 10.15).

Sul palco una compagnia di grande livello e straordinariamente affiatata, diretta da Tonio De Nitto (Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Franco Ferrante, Antonio Guadalupi, Filippo Paolasini, Luca Pastore, Fabio Tinella) per uno spettacolo che è costruito come un vero e proprio meccanismo ad orologeria ed affidato all’ottima traduzione e adattamento firmato da Francesco Niccolini.

“Questa è la storia di Caterina, di sua sorella Bianca e di un intero villaggio. Questa è la storia di un villaggio che ha ferito e svenduto un bene prezioso. Questa è una storia che avrebbe potuto essere una favola. Caterina, l'inadeguata – si legge nelle note di sala – la non allineata, è la pazza per questo villaggio. Dietro di lei, spigolosa ma pura e vera, un mondo di mercimoni, di padri calcolatori, di figlie in vendita, di capricci lontani dall'amore, di burattinai e burattini non destinati a vivere l'amore, ma a contrattualizzarlo. La nostra Caterina non sta a questo gioco e come in una fiaba aspetta, pur non mostrando di volerlo, un liberatore, un nuovo inizio che suo malgrado potrà costarle molto più di quanto immagini. Ed ecco che la commedia si fa favola nera, grottesca, più contemporanea forse, nel cinico addomesticamento che non è molto diverso dallo spietato soccombere…”.

"Caterina è un personaggio ambiguo – aggiunge Francesco Niccolini - e questo lo rende affascinante: permette di leggerlo in modi diversi. Ma, dato che Shakespeare è immenso, se non ci accontentiamo della tradizione più superficiale in cui è invecchiata la nostra 'Cate', scopriamo che in quella vicenda tutti i protagonisti sono ambigui e macchiati da colpe, come nella Verona di Montecchi e Capuleti. Solo che qui è tutto meno evidente, meno colorito, e non ci sono morti. Al massimo lividi, ma ben nascosti...".

I biglietti per lo spettacolo sono in prevendita alla Biglietteria del Teatro Manzoni.

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