Martedì, 05 Febbraio 2019 14:39

Prato, al Metastasio in scena "Le baruffe chiozzotte" di Goldoni

Una scena dello spettacolo Una scena dello spettacolo

Prato - Da giovedì 7 a domenica 10 febbraio al Teatro Metastasio va in scena la rilettura del regista Paolo Valerio de “Le baruffe chiozzotte” di Carlo Goldoni.

Un'opera corale e dialettale ambientata in una piccola calle di Chioggia, tra le reti dei pescatori e i merletti delle donne (orario spettacoli: feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30; biglietti da 8 a 26 euro).

Si tratta di un realistico affresco della vita degli strati sociali più bassi, con gli indigenti e genuini pescatori colti tra le ansie, i pettegolezzi, i litigi, le riappacificazioni e, naturalmente, le schermaglie amorose della vita quotidiana. Un vivido spaccato di vita, dove si parla forte, ci si arrabbia tanto e si sta allegri, mentre regna sovrano il linguaggio colorito e frizzante della laguna nella sua più comica sfumatura chiozzotta.

La storia inizia con un giovane don giovanni che civetta con tre donne in cerca di marito scatenando tra loro un grande litigio. I loro animi non riescono a placarsi, soprattutto dopo il ritorno dei pescatori, tra i quali vi sono i pretendenti di due delle tre donne: il carosello di accuse e liti continua anche in aula di giustizia, finché un Coadiutore (Piergiorgio Fasolo) riesce a porre fine alla vicenda, la pace viene ristabilita e, in un clima festoso, vengono celebrati tre matrimoni.

Per tutto lo spettacolo, la parola è protagonista assoluta, la dialettica, tra lirismo e popolaresco, segna il ritmo della narrazione, verace e schietta, scaturita da un modello di vita positivo che esalta la libertà linguistica, la spontaneità del sentimento e la naturalezza del comportamento.

La scenografia, inoltre, abolisce le sottili pareti delle case e mette in primo piano lo spazio esterno, luogo di ritrovo dei popolani, delle promesse d’amore, delle gelosie e delle baruffe, il luogo neutro in cui il lieto fine è possibile. È lo spiazzo tra le abitazioni di due famiglie, quella di Padron Toni (Giancarlo Previati), e quella di Patron Fortunato(Valerio Mazzucato). Sono loro i padri nobili delle due contrapposte fazioni di donne: Lucietta e Madonna Pasqua (Marta Richeldi e Michela Martini), Madonna Libera, Orsetta e Checca (rispettivamente Stefania Felicioli, Francesca Botti e Margherita Mannino). Sono loro a manovrare, attraverso insinuazioni, pettegolezzi e sensualità popolana, la schiera degli amorosi pescatori e faccendieri Titta Nane-Francesco Wolf, Beppo-Riccardo Gamba e Toffolo-Luca Altavilla.

 

 

 

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