Lunedì, 11 Marzo 2019 16:00

Firenze, debutta il “Dracula” di Rubini tra paure, mistero e oscurità

Gli attori Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini Gli attori Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini

di Andrea Capecchi

Firenze - Atmosfere inquietanti, presenze sinistre, visioni oniriche in bilico tra follia e realtà.

È un viaggio nell’oscurità, in quel mondo irrazionale dominato da creature la cui natura non può essere spiegata attraverso le leggi razionali della scienza.

È l’eterna lotta dell’uomo contro le sue paure primitive e ancestrali, contro quella follia generata dal caos e dal sovvertimento delle leggi fisiche, dalla perdita delle certezze e delle sicurezze che sembrano far precipitare i protagonisti verso l’inferno. Un inferno rappresentato dal conte Dracula, principe-vampiro dalla formidabile astuzia e dalla capacità di mutare forma, circondato dal suo corteo di accoliti infernali: una figura storica già oggetto di una trasfigurazione letteraria e personaggio dal forte valore simbolico, come personificazione del male e delle paure più recondite che agitano l’uomo.

Le pagine del capolavoro di Bram Stoker rivivono con forza e con straordinaria efficacia nello spettacolo “Dracula” andato in scena al debutto in prima nazionale al Teatro della Pergola di Firenze, con interpreti principali Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini, con quest'ultimo che firma anche la regia. Uno spettacolo molto curato sia dal punto di vista interpretativo, grazie a una drammaturgia che è sintesi fedele del romanzo di Stoker, sia dal punto di vista scenico, con l’intervento di effetti scenici di forte impatto e la presenza di un apparato di luci e musiche molto appropriate per rendere bene i toni inquietanti, lugubri, macabri, misteriosi e gotici di numerose scene.

Il mistero, l’inconscio, l’irrazionale è il vero filo conduttore dell’opera fin dall’inizio, quando l'esistenza tranquilla e monotona della cittadina inglese di Whitby e la vita apparentemente serena e felice dei coniugi Harker vengono sconvolte da un fatto drammatico, dai risvolti sempre più inspiegabili e inquietanti: una “nave fantasma” proveniente dal mar Nero naufraga sulla costa, a bordo non si trova nessuno, l’equipaggio sembra dissoltosi nel nulla, solo il comandante viene trovato, morto, legato con un rosario al timone. L’unico passeggero della nave? Un grosso cane nero, che subito fugge via ringhiando e scompare nel cimitero del paese. Il suo carico? A quanto pare, solo una cassa di legno contenente terra, che deve essere recapitata nell'antica cappella di una proprietà londinese, da poco acquistata da un ignoto nobiluomo straniero.

Questo evento inquietante dà il via a una serie di fatti inspiegabili, in apparenza non collegati tra loro, che generano nei protagonisti un senso crescente di angoscia e terrore: la signora Mina Harker è condotta alla follia da un'entità che vuole impadronirsi di lei, e che la assale nel sonno lasciando una strana ferita sul collo, incapace di guarire; affascinanti e bellissime fanciulle-vampiro animano gli incubi di Jonathan Harker; un pazzo ricoverato nel manicomio del paese inizia a succhiare sangue da mosche, ragni e piccoli uccelli che cattura, evocando il ritorno di un suo “maestro”.

Quale può essere l’origine di questi misteri? Quale oscura presenza si annida nella cappella abbandonata di Carfax? Per comprendere il presente bisogna scavare nel proprio passato, in un passato che il signor Harker ha cercato in tutti i modi di rimuovere e di dimenticare, ma che adesso, riprendendo in mano il proprio diario, riaffiora con violenza e prepotenza, tra incubi e terribili ricordi.

Inizia così il flashback sul viaggio che alcuni anni prima Jonathan ha compiuto nella lontana Transilvania, in un castello sperduto tra le foreste dei Carpazi, ospite di un personaggio, il conte Dracula, interessato all’acquisto di una casa a Londra. Un semplice e comune viaggio d’affari per conto della propria agenzia si trasforma in una vera e propria “prigionia” nel castello-carcere dell’inquietante signore, in uno scenario tipicamente gotico e in un’atmosfera claustrofobica: gli strani comportamenti del conte, le sue particolari abitudini – sembra sparire durante il giorno – le sue inspiegabili manie – odia gli specchi – e poi le terrificanti visioni notturne e i sinistri rumori che si propagano nel castello hanno profondamente sconvolto e turbato l’animo del signor Harker, costretto a mettersi in cura per superare l’esaurimento nervoso successivo al viaggio.

Ma l’incubo ritorna. Dracula è lì, è arrivato a Londra, è assetato di quel sangue che per lui, cadavere vivo, rappresenta l’unico mezzo di sopravvivenza, in un’immortalità che è al tempo stesso aspirazione e condanna. Ha bisogno di sangue, del sangue giovane di Mina Harker, che vorrebbe rendere sua sposa per l'eternità.

Ai protagonisti non resta che allearsi per sconfiggere il male: li attende un nuovo viaggio in Transilvania, tra neve, freddo, luoghi inospitali e ululati di lupi. Un viaggio che è prima di tutto un percorso interiore per scoprire, conoscere e affrontare le proprie paure.

 

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