Martedì, 12 Marzo 2019 16:23

Teatro Manzoni, in scena “Il piacere dell'onestà” di Pirandello

Una scena dello spettacolo (foto di Manuela Giusto) Una scena dello spettacolo (foto di Manuela Giusto)

Pistoia – Chiusura di stagione al Manzoni con un nuovo appuntamento con il teatro pirandelliano.

La stagione in abbonamento 2018/2019 del Teatro Manzoni di Pistoia cala il sipario ospitando, dal 15 al 17 marzo (feriali ore 21, festivo ore 16), “Il piacere dell'onestà” di Luigi Pirandello, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Knuk Company e diretto da Alessandro Averone, che ne è anche interprete assieme a Alessia Giangiuliani, Laura Mazzi, Marco Quaglia, Gabriele Sabatini e Mauro Santopietro. Lo spettacolo si avvale delle scene di Alberto Favretto, dei costumi firmati da Marzia Paparini, delle luci di Luca Bronzo e delle musiche di Mimosa Campironi.

Per il ciclo “Il Teatro si racconta” sarà la Libreria Indipendente Les Bouquinistes ad ospitare l'incontro con la compagnia condotto dal direttore artistico dell'Associazione Teatrale Pistoiese, Saverio Barsanti (Via dei Cancellieri, 5, sabato 16 marzo, ore 17,30 – ingresso libero fino ad esaurimento posti).

Dopo aver messo in scena Così è se vi pare, l’attore e regista Alessandro Averone torna a Pirandello con uno dei testi più grotteschi del grande autore, nel quale, con straordinaria maestria, attraverso il meccanismo del paradosso Pirandello mette in risalto le tematiche che gli sono care.

Angelo Baldovino, malvisto dalla società in cui vive a causa del suo passato costellato di imbrogli dovuti al vizio del gioco, su invito di un vecchio compagno di scuola, accetta di unirsi in matrimonio ad Agata, una giovane donna che aspetta un bambino da un nobile ammogliato, il marchese Fabio Colli. Un matrimonio, insomma, che deve creare l'apparenza della rispettabilità ed evitare lo scandalo. Baldovino, con questa scelta, vuole farsi vendetta contro la società che "nega ogni credito alla mia firma", cercando di apparire onesto all'interno di una lucida finzione in un mondo che non rende affatto facile esserlo. L'apparenza di onestà che gli viene richiesta spinge via via Angelo a comportarsi in modo spietatamente sincero mentre tutti gli altri attorno a lui faranno sempre più difficoltà a restare 'in parte'. Solo la giovane Agata ne coglie il senso profondo, nutrendo per Baldovino una specie d'amore. Così quello che è nato come un inganno sociale si trasforma nell'unione vera di due esseri.

“Ci muoviamo costantemente circondati da immagini” ‒ racconta Alessandro Averone ‒ “infinite immagini di come gli altri ci appaiono, di come noi appariamo a noi stessi e al mondo che ci circonda. Immagini di come vorremmo essere percepiti, di come gli altri vorrebbero essere visti da noi. Forme, involucri a cui l’uomo si aggrappa disperatamente per ancorarsi ad un senso del proprio essere. Il dibattersi grottesco dell’essere umano nel tentativo di rinchiudere la sostanza della propria persona in una forma riconoscibile che ne sancisca una verità. Non importa come e non importa a che prezzo.
Fosse anche la limpida e chiara onestà di una menzogna costruita a tavolino, di comune accordo. Per sopravvivere. Con la consueta causticità e maestria delle dinamiche teatrali Pirandello ci accompagna all’interno di un salotto borghese. Luogo principe dell’ipocrisia e dell’immagine, e ci mostra con un limpido paradosso la drammatica e ridicola difficoltà di essere radicalmente e compiutamente se stessi.“

I biglietti per lo spettacolo sono in prevendita alla Biglietteria del Teatro Manzoni.

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