Mercoledì, 27 Marzo 2019 18:46

Al Funaro l'omaggio di Giacchè alla poesia di Aldo Capitini

L'antropologo e studioso di teatro Piergiorgio Giacchè L'antropologo e studioso di teatro Piergiorgio Giacchè

Pistoia - Venerdì 5 aprile, alle ore 21, chiude la Stagione del Funaro l’antropologo Piergiorgio Giacché, con la conferenza teatrale “Verso Capitini: per un colloquio corale”.

Un omaggio alla poesia di Aldo Capitini: filosofo, letterato, politico, pedagogista, libero religioso e poeta, Capitini è stato uno degli uomini di cultura più importanti e meno celebrati del secolo scorso. Accompagneranno le parole di Giacchè, le registrazioni di voci e suoni di Michele Bandini, Rita Frongia, Chiara Guidi, Maria Grazia Mandruzzato, Danio Manfredini, Ermanna Montanari, Claudio Morganti, Silvia Pasello, Francesco “Bolo” Rossini, Ares Tavolazzi, Ghedalia Tazartes, Stefano Vercelli.

Il “Colloquio corale” di Aldo Capitini è l’opera in versi in cui ha voluto incidere e trasmettere il suo pensiero e la sua fede. La poesia è la lingua necessaria ed efficace per fare da ponte tra l’intimità e la coralità che per Capitini e in Capitini sono due valori e due motori insostituibili e inseparabili.

La cir/conferenza che propone Piergiorgio Giacchè, che nel 2015 ha curato al Funaro il convegno “Il Teatro della Critica” è l’unione fra un discorso che spiega il tema e un percorso che si incarica del problema di mettere in circolo i versi del suo poema, imitando nel metodo il titolo di un “colloquio corale”: al conferenziere si aggiunge dunque una antologia di voci e di suoni che sono le prove e i doni di amici attori e musicisti, al loro primo incontro con Aldo, profeta della nonviolenza e poeta della compresenza.

“Quella di Aldo Capitini – scrive Goffredo Fofi, che ha curato l’introduzione di “Colloquio Corale”, edito L’Ancora del Mediterraneo e ha collaborato al progetto– è “poesia del pensiero”. Pertanto gli artisti che sono stati invitati ad incontrarlo e interpretarlo appartengono a quella rara schiera di attori che pongono la vetta del senso più in alto del muro e del volo del suono, anche loro fra i più importanti e troppo poco celebrati della scena italiana contemporanea: non “fini dicitori del verso altrui”, ma – ciascuno a suo modo, e da sempre – “autori del proprio atto poetico”, che per una volta si ritrovano davanti e dentro allo stesso testo”. Oltre a Goffredo Fofi, hanno collaborato al progetto hanno collaborato Pier Giuseppe Arcangeli, Massimiliano Burini, Stefano Cipiciani, Massimiliano Civica, Walter Cremonte, Bruna Filippi, Goffredo Fofi, Nicola Frattegiani, Maurizio Lupinelli, Marianna Masciolini, Marco Olivieri, Fabrizio Orlandi, Emiliano Pergolari, Claudio Ponzana, Magda Siti.

“Una cir/conferenza che tenta di realizzare un cerchio aperto d’ascolto, come Capitini si meriterebbe e come noi auspichiamo”, dice Piergiorgio Giacchè.

Piergiorgio Giacché ha insegnato antropologia dello spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia. Dal 1981 al '91 è stato membro dell'International School of Theatre Anthropology di Eugenio Barba e, dal 2002 al 2005, primo presidente della Fondazione L'Immemoriale di Carmelo Bene, su espressa volontà testamentaria dello stesso attore e drammaturgo. Studioso dell'opera di Aldo Capitini, ha introdotto e curato diversi suoi scritti ed epistolari, ("Liberalsocialismo", "Opposizione e liberazione", "La religione dell'educazione", "Agli amici. Lettere 1947-1968").

Attualmente fa parte del comitato scientifico della rivista "L'Ethnographie" edita dal Laboratoire dl'Ethoscénologie della Maison de Sciences de l'Homme - Paris Nord, è collaboratore della rivista mensile “Gli Asini", coordinata da Goffredo Fofi e Giulio Marcon, firma contributi di antropologia e critica teatrale su riviste specialistiche nazionali e internazionali.

Ingresso 8 euro posto unico.

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