Mercoledì, 02 Ottobre 2019 15:24

“Hans e Gret” di Emma Dante in scena al Bolognini

Una scena dello spettacolo (foto di Carmine Maringola) Una scena dello spettacolo (foto di Carmine Maringola)

Pistoia - Dopo “Ho un lupo nella pancia” di Babilonia Teatri, la rassegna “Infanzia e città” tocca nuovamente Il tema dell’alimentazione.

In scena, in prima regionale, al Piccolo Teatro Mauro Bolognini, domenica 6 ottobre, lo spettacolo, per i piccoli e il pubblico adulto, “Hans e Gret” (fascia d'età: dai 6 anni), scritto e diretto da Emma Dante (che firma anche i costumi): un graditissimo ritorno per la regista siciliana, più volte ospite, con grande successo, anche delle Stagioni teatrali al Manzoni e presente, nella scorsa edizione di “Infanzia e città”, con Gli alti e bassi di Biancaneve e La scorticata.

“Hans e Gret” è una riscrittura, abbastanza fedele nella trama, della celebre fiaba dei fratelli Grimm, Hansel e Gretel. Il linguaggio utilizzato è quello che caratterizza da sempre il teatro di Emma Dante e che pone le sue basi nel dialetto palermitano e nell’uso del corpo, attraverso i suoi straordinari attori (Manuela Boncaldo, Salvatore Cannova, Clara De Rose, Nunzia Lo Presti, Lorenzo Randazzo).

Le scene sono di Carmine Maringola, le luci di Cristian Zucaro; lo spettacolo è prodotto da Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani onlus.

Una capanna vuota e desolata, con i muri scorticati e il pavimento fatto di terra e radici, dove vive una famiglia molto povera: il taglialegna, la matrigna, Hans e Gret. Da mangiare ci sono solo cipolle per tutta la settimana e la domenica un pezzetto di pane secco. Per colpa della miseria, Hans e Gret vengono abbandonati nel bosco dove una vecchia megera li fa prigionieri. Ma i due bambini coraggiosi riescono a uccidere la strega e a ritornare a casa, salvando il padre dalla morte.

“Una favola tremenda sulla miseria – commenta Emma Dante nelle note di sala – e una riflessione spietata sulla sopravvivenza a scapito dei più deboli. Ma Hans e Gret non si arrendono, con allegria superano gli ostacoli e con la fantasia riempiono i piatti per nutrirsi quotidianamente e riuscire ad andare avanti. Durante il racconto i due ragazzini si nutrono di allucinazioni, restando sempre a stomaco vuoto, soltanto alla fine insieme al povero padre mangeranno gli affettati della Crai, tornando precipitosamente alla realtà”.

Nei loro pasti immaginari, i protagonisti della fiaba, rievocheranno pietanze tipicamente palermitane: arancini, cannoli di ricotta, anelletti al forno.

 

 

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