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Lunedì, 21 Ottobre 2019 15:49

Prato, il Metastasio apre la stagione con "Madre Courage" di Brecht

Una scena dello spettacolo Una scena dello spettacolo

Prato - Da giovedì 24 a domenica 27 ottobre apre la stagione del Teatro Metastasio “Madre Courage e i suoi figli” di Bertolt Brecht.

Uno spettacolo diretto da Paolo Coletta, che ne cura anche la drammaturgia musicale, con Maria Paiato nei panni della vivandiera Anna Fierling (orario spettacoli: feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30).

Recuperando ed elaborando i materiali riguardanti la composita partitura del testo a partire dall’edizione del 1941, comprese le fonti che hanno ispirato i temi principali e le nove canzoni previste, la regia rielabora una nuova versione dalle forti componenti musicali, dove parola, corpo e musica si fondono per ritrarre un’umanità che somiglia così tanto al nostro presente. Si tratta di uno spettacolo visionario, in cui i celebri songs di Brecht e la musica di Paul Dessau sono trasformati in una travolgente sequenza di brani dallo stile eclettico – dal suono classico contemporaneo all’elettronica – con l’intento di non tradire la forza dirompente che quelle musiche ebbero in epoca espressionista.

Il testo brechtiano racchiude diverse contraddizioni, a partire dal fatto che Madre Courage si sforza di proteggere i suoi figli dalla guerra, grazie alla quale lei stessa vive e guadagna, ma li perde inesorabilmente uno dopo l’altro. La donna e il suo carro sono emblemi di questa distorsione esclusivamente umana, dove la paura della morte si sconfigge entrando in una economia di morte. L’identità femminile del personaggio si scardina da modelli e aspettative già date, dall’obbligo di una responsabilità materna infinita ed “eterna”, aprendosi alla possibilità di una figura forse anche sgradevole, sospesa sulla soglia tra bene e male.

È un’opera definitiva sulle guerre di tutti i tempi che rimanda all'idea dell’apocalisse, con Madre Courage che incarna la figura di una sopravvissuta fra i sopravvissuti, in un tempo distopico dove l’essere umano è capace di abituarsi addirittura alla sua stessa fine, in un mondo che già non c’è più, ma dove i riti sociali (il conflitto, il potere, il commercio) rimangono e si rinnovano.

In una nota del ’49, alla vigilia della storica messinscena di Berlino, Brecht precisa i punti essenziali di questo testo: «Che in una guerra non sono i piccoli che fanno i grossi affari. Che la guerra – che non è altro che un tipo di commercio ma con altri mezzi – trasforma tutte le virtù umane in una forza di morte anche in chi le possiede. Che nessun sacrificio è troppo grande per combatterla comunque».

Al centro di tutta l’azione, Maria Paiato e, ad affiancarla, un cast di nove attori: Mauro Marino, Giovanni Ludeno, Andrea Paolotti, Roberto Pappalardo, Anna Rita Vitolo, Tito Vittori, Mario Autore, Ludovica D'Auria, Francesco Del Gaudio.

Biglietti da 15 a 28 euro.

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