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Martedì, 22 Ottobre 2019 17:31

Al Funaro in scena "Un principe", originale rilettura dell'Amleto

Una scena dello spettacolo Una scena dello spettacolo

Pistoia - Va in scena al Funaro di Pistoia, sabato 26 ottobre (ore 21) “Un principe”, della Compagnia Occhisulmondo, regia di Massimiliano Burini.

Un originalissimo affresco della civiltà contemporanea a partire da “Amleto”, di William Shakespeare.

Su una scena vuota Daniele Aureli, Amedeo Carlo Capitanelli, Andrey Maslonkin, Greta Oldoni, Raffaele Ottolenghi, Matteo Svolacchia, Giulia Zeetti: sette attori che indossano maschere e costumi dai colori accessi, tra futurismo e fumetto sono chiamati a evocare un ambiente.

Nessun orpello, pulizia e chiarezza dei movimenti scenici, l’arte dell’attore al centro di questa regia per ricostruire insieme al pubblico un momento preciso, per immaginare con chi guarda la caduta di uno Stato, una società in cui i ruoli sono assegnati e non cambiano, in cui avidità e perdita di responsabilità la fanno da padroni, a partire da quel noto “c’è del marcio in Danimarca” di shakespeariana memoria per parlare di un oggi, in cui come allora gli uomini dimenticano i loro vizi, i loro desideri, le loro priorità, troppo impegnati a compiere un cammino solitario.

“Ognuno di noi è Un Principe, circondato da marionette, manipolato dal sistema e in lotta con la sua coscienza. Essere o non essere. Tutto qui", dice il regista Massimiliano Burini e aggiunge, a proposito del tentativo di una nuova messa in scena di un’opera così maestosa come l’Amleto “A cosa serve il Teatro? A cosa servono i classici? Se il compito di questa società è distruggere l’animo umano e lo spirito degli uomini, sacrificando l’arte a vantaggio dell’economia di mercato allora anche i classici, i libri e tutto quello che appartiene all’arte può essere dimenticato, bruciato in un grande falò. Crepino gli artisti, ci verrebbe da gridare, citando un profetico Kantor, ma non prima di combattere fino all’ultimo verso. Si, perché se un classico deve servire a qualcosa, a nostro avviso oggi deve essere letto e raccontato, mettendo in evidenza il rapporto che esso ha con la società in cui viene rappresentato. C’è del marcio in Danimarca, c’è del marcio in Italia, c’è del marcio in questa società".

La Compagnia Occhisulmondo, nata nel 2005 e il cui primo debutto risale al 2008, indaga il linguaggio del corpo e il significato del movimento nello spazio, attraverso lo studio delle azioni e dei processi emotivi. Anche con questo spettacolo afferma l’idea di un Teatro non come intrattenimento ma come luogo di incontro e di confronto, uno spazio in cui sia anche possibile cambiare idea, non solo avere conferma delle proprie opinioni, in cui avere come fine il miglioramento della collettività e non l’affermazione della propria individualità. Un luogo accogliente ma scomodo e scomodo perchè costruttivo.

Ingresso allo spettacolo euro 15, convenzionati euro 13, tesserati Funaro euro 10.

 

 

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