Domenica, 01 Dicembre 2019 10:36

La storia di Katharina Blum: una riflessione su libertà e stampa

Due immagini dello spettacolo (foto di Simone Di Luca) Due immagini dello spettacolo (foto di Simone Di Luca)

di Andrea Capecchi

Pistoia – Il potere della stampa, il confine tra informazione e calunnia, la libertà dell'individuo, la dignità della donna.

Sono molti e di sorprendente attualità gli spunti di riflessione scaturiti dallo spettacolo “L'onore perduto di Katharina Blum”, tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore tedesco Heinrich Boll, andato in scena al Teatro Manzoni nella serata che segna la riapertura del teatro pistoiese dopo i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza.

Uno spettacolo dai ritmi serrati e veloci, che in un susseguirsi continuo di dialoghi pone il pubblico di fronte a una vicenda dai contorni drammatici e allo stesso tempo grotteschi, nella quale non mancano momenti di ironia tagliente e di feroce sarcasmo che provocano un riso amaro negli spettatori. È Katharina Blum (interpretata dalla bravissima Elena Radonicich), giovane governante di una famiglia benestante di Colonia, posta agli arresti per aver confessato l'assassinio di un giornalista, a narrare in flashback la sua storia: quattro giorni che hanno cambiato per sempre la sua vita, e non solo per l'esito tragico con cui si è conclusa, e che l'ha resa un'assassina lucida e spietata, non pentita del suo gesto.

Siamo a Colonia, cuore economico e industriale della Germania Ovest, all'inizio degli anni Settanta: una vita tranquilla al servizio di una famiglia altolocata, un lavoro soddisfacente e ben retribuito, una buona sicurezza economica, una società ricca e mondana. Ma le apparenze ingannano. Nel racconto di Katharina, protagonista assoluta dello spettacolo, emergono ben presto tutte le falsità, le ipocrisie, le contraddizioni il moralismo e il gusto quasi perverso di conoscere ogni minimo dettaglio della vita privata degli altri che caratterizzano la società borghese del tempo, e hanno contaminato e corrotto anche quei mondi, come la giustizia e l'informazione, che dovrebbero basarsi solo su prove concrete e su elementi certi, e dovrebbero essere i primi a ricercare la verità, senza distorcerla né manipolarla.

Quello che accade a Katharina è esattamente ciò che è avvenuto, anche in altre situazioni e in tempi più recenti, a molte persone, note o sconosciute, che a causa del loro coinvolgimento in vicende giudiziarie hanno assistito a pericolose fughe di notizie e sono state fatte bersaglio di una gogna mediatica che le ha condannate ancor prima che qualunque tribunale stabilisse la loro innocenza o colpevolezza.

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Katharina, accusata di aver dato aiuto e coperto la fuga di un pericoloso terrorista, ricercato per furto e omicidio, è costretta a subire l'interrogatorio della polizia, impersonata da un severo commissario che, di fatto, nella sua mente ha già stabilito la colpevolezza della ragazza e cerca di farle confessare la verità con domande sempre più insinuanti, che scavano nel suo passato e nella sua sfera privata e sentimentale, alla ricerca di particolari, indizi, appigli in grado di tradirla.

D'altronde Katharina è una ragazza dal carattere forte, è determinata, emancipata, forse un po' ingenua e avventata, ma a ventisette anni, dopo un matrimonio fallito per le continue molestie dell'ex marito, ha avuto la forza di divorziare e ricostruirsi una nuova vita. È la sospettata per eccellenza, è il bersaglio perfetto per una certa stampa scandalistica che calpesta i sentimenti più cari e più intimi delle persone – e, soprattutto, scambia volutamente voci e illazioni per verità inconfutabili – non provando nessuna pietà, nessun rimorso e nessun pudore a “sbattere il mostro” in prima pagina, dando in pasto al suo pubblico, bestia famelica avida di notizie, un ritratto completamente stravolto e fuorviante della ragazza. Perchè vive da sola in casa? Perchè può permettersi un'automobile di proprietà? Chi frequenta e perchè? Quali “visite maschili” riceve in casa con una certa regolarità? Chi è l'uomo misterioso che alcuni vicini sostengono di aver visto più volte salire le scale per raggiungere il suo appartamento?

In un giorno la vita privata di Katharina diventa di dominio pubblico: tutti vengono a conoscenza della sua famiglia, delle sue amicizie, delle sue frequentazioni, non riuscendo più a distinguere il confine tra verità e menzogna, realtà e fantasia, notizie vere e inventate. E tutti commentano e giudicano. Katharina diventa l'amante di un ricercato, l'amica dei terroristi, la sua casa è il covo e il rifugio di un'organizzazione criminale, il centro strategico di smistamento di armi e refurtiva.

E, cosa ancor più grave, in questo vortice di calunnie gratuite Katharina trascina, in maniera inconsapevole, anche le persone a lei più care e vicine, dai coniugi Blorna alla sua amica Else, che tentano invano di difenderla di proteggerla. Ma la macchina infernale della stampa non si può più fermare, lo scandalo monta e assume proporzioni sempre più vaste, risucchiandovi dentro tutti i protagonisti e distruggendo le loro vite. Senza alcun ritegno né scrupolo, il giornalista d'assalto Werner Totges, in nome della gloria personale e del profitto, non esita ad usare le armi dell'inganno e del travestimento per raccogliere le testimonianze dell'ex marito e dell'anziana madre di Katharina, quest'ultima gravemente malata e quasi morente, per confezionare i suoi “sensazionali” servizi da vendere a peso d'oro alle prime pagine dei quotidiani.

Ormai non interessa e non conta più sapere se Katharina è colpevole o innocente: la sua vita è stata violata, la sua reputazione cancellata, e in questa grottesca vicenda non ha perso solo il suo “onore” di donna, ma la sua dignità di persona. E la storia non può che concludersi con il tragico finale, con l'intervista tra Katharina e Totges che diventa occasione per la vendetta mortale della ragazza.

Una storia potente e attualissima che dovrebbe farci riflettere sul potere della stampa e più in generale dei mezzi di comunicazione di massa, oggi capaci di far giungere notizie e informazioni a milioni di persone in tutto il mondo. Si tratta di una grande responsabilità e di un potere immenso, che deve avere dei limiti precisi: perché un conto è la libera circolazione di idee e opinioni diverse, un altro è la diffusione di falsità e calunnie mascherate da verità, che in un attimo possono distruggere per sempre la vita di chi le subisce.

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