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Martedì, 17 Dicembre 2019 20:20

Danza al Manzoni: Virgilio Sieni porta in scena "Metamorphosis"

Una scena di "Metamorphosis" (foto di Andrea Macchia) Una scena di "Metamorphosis" (foto di Andrea Macchia)

Pistoia - Mercoledì 18 dicembre (ore 21) sono in scena al Teatro Manzoni gli straordinari danzatori della compagnia Virgilio Sieni con lo spettacolo “Metamorphosis”.

Lo spettacolo è curato, per coreografia e spazio, da Sieni sulla musica ‘mistica’, sospesa fra cielo e terra, del compositore estone Arvo Pärt, qui proposta nella registrazione eseguita dall’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento.

Il lavoro, coprodotto da Compagnia Virgilio Sieni e Bolzano Danza, in collaborazione con AMAT e Civitanova Danza, ha debuttato lo scorso luglio a Bolzano e vede interpreti Marina Bertoni, Giulia Gilera, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo, Sara Sguotti. Gregorio Zurla firma scene e costumi.

“La metamorfosi si può forse intravedere – spiega Virgilio Sieni - nelle minime incrinature della marionetta che accenna un movimento, nell’approssimarsi al primo passo, nel riflesso giocoso della luce che coglie di sorpresa un corpo.Il respiro delle danze che compongono lo spettacolo cerca di essere una meditazione sull’infinito del gesto. Danze che arrivano e tornano dal fondo come una pulsazione continua di avvenimenti, d’incontri fiabeschi, originati ogni volta dall’addentrarsi in uno spazio boschivo. Nel chiaro del corpo, nelle qualità della luce e dell’ombra, nella natura delle cose, ogni danza giunge come un esercizio di ascolto che richiama all’animale e alla natura.

Scorrono figure e presenze colte lungo il cammino, una comunità che si sta spostando e che lascia affiorare un racconto per episodi sulla storia dell’uomo, il suo porsi sulla soglia della gravità e della leggerezza: danze che narreranno d’inciampi, errori, ma anche di leggende che il corpo custodisce. Così, come un viandante, anche il danzatore, raccoglitore di gesti e di storie dall’aria, ci appare nell’infinito dello spazio tattile, colto nel momento in cui cammina sospeso e ci viene incontro, oltrepassandoci: in quell’istante noi vediamo l’uomo sulla soglia della vita. Una sequenza di brani composti da Arvo Pärt guida la creazione di queste apparizioni.”

 

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