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Domenica, 19 Gennaio 2020 11:28

“After miss Julie”: l'amore vince sulle differenze sociali?

Gabriella Pession e Lino Guanciale, principali interpreti dello spettacolo Gabriella Pession e Lino Guanciale, principali interpreti dello spettacolo

di Andrea Capecchi

Pistoia – L'amore e le sue contraddizioni, i sogni e la realtà, il tradimento, le differenze sociali.

Due interpreti d'eccezione e di straordinaria abilità, Gabriella Pession e Lino Guanciale, senza dimenticare Roberta Lidia De Stefano, portano in scena al Manzoni il dramma “After miss Julie”, riadattamento dall'omonima opera dell'inglese Patrick Marber (a sua volta tratta da “La signorina Julie” di Strindberg, opera che fece scandalo nella Svezia borghese e puritana di fine Ottocento) che mette a nudo, non senza un velo di ironia, i sentimenti contraddittori e contrastanti che agitano l'animo umano, insieme alle differenze sociali che influenzano i comportamenti e l'agire quotidiano.

Rispetto all'opera di Marber, l'ambientazione si sposta in una casa signorile nei dintorni di Milano all'indomani della Liberazione, tra soldati e popolo in festa, canti partigiani e un clima gioioso di ritrovata libertà dopo le macerie della guerra e la dittatura fascista. Ma non tutti si lasciano coinvolgere dalla festa: nelle ampie cucine della casa – unica scenografia in cui si svolge l'intera azione del dramma – tre personaggi svelano a poco a poco al pubblico i propri sentimenti, aspirazioni, frustrazioni e drammi personali.

C'è Caterina, cuoca e cameriera, ligia e rispettosa, ma con i suoi turbamenti e i suoi momenti di nascosta ribellione: non ha grosse ambizioni sociali, ma sogna una vita tranquilla, tra gli umili, insieme all'uomo che ama.

C'è Gianni, autista e servitore tuttofare, nato in una famiglia di umili condizioni che da generazioni è al servizio del “signore”: ostenta rispetto e deferenza, conosce le rigide regole del proprio lavoro e ciò che è permesso o negato a quelli che appartengono alla sua classe sociale. Sogna il matrimonio con Caterina, dei figli, una famiglia, ma svela allo stesso tempo una mente sempre più confusa e contraddittoria, in cui affiorano sentimenti mai del tutto sopiti.

E poi, soprattutto, c'è lei, la signorina Giulia: la figlia prediletta di “Sua Eccellenza”, affascinante e sensuale, giovane e provocante, animata da uno spirito – o da una follia? – in apparenza anticonformista e ribelle, che la rende capace di mescolarsi senza timore tra i soldati e la servitù e di divertirsi e scherzare con quella “plebe” che il suo ceto sociale è abituato a guardare dall'alto in basso.

Ma Giulia è e resta sempre una giovane aristocratica, viziata e un po' presuntuosa e sfrontata, che con il suo fare a tratti ammiccante, a tratti padronale, impartisce ordini ai servitori, tratta Cristina con malignità e disprezzo, “gioca” con Gianni al pericoloso gioco della seduzione. Ma con l'amore non si può scherzare: è un sentimento troppo grande e troppo complesso per essere dominato da una ragazzina inesperta, soprattutto quando esso mette a nudo le debolezze e scava nelle profondità del passato.

La Giulia interpretata dalla bravissima Gabriella Pession è forse più ingenua della Else di Schnitzler, più crudele della Julie di Strindberg: il suo atteggiamento fiero e sprezzante, che calpesta le convenzioni sociali e la rigida morale familiare, la fa sembrare una quasi una divinità capricciosa e mutevole.

Il rapporto tra Giulia e Gianni è molto di più di una semplice avventura d'amore: è un salto all'indietro nell'infanzia dei due protagonisti – quando già apparivano chiare le differenze sociali e i diversi destini di loro due bambini – è un percorso di iniziazione, è nostalgia e pentimento, è adulterio e desiderio di fuga dalla realtà, da un mondo che pare incatenarli a convenzioni immutabili e a un futuro già scritto.

Fuggire a Buenos Aires, nell'Argentina esotica e lontana, aprire un night club, fare affari e vivere felici, scappare con il primo piroscafo grazie ai soldi “gentilmente prestati” dal padre di Giulia: ma è un progetto concreto o un vaneggiamento, un sogno irrealizzabile tra il servitore tuttofare e la ragazzina aristocratica? È possibile il loro amore, in una società dove la gente mormora, e il semplice concedersi un ballo a una festa diventa pretesto di scandalo e malelingue? E poi, a essere sinceri, quello tra Giulia e Gianni è veramente amore?

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