Giovedì, 23 Gennaio 2020 15:24

“Another round for five”: al Manzoni la danza di Cristiana Morganti

Una scena dello spettacolo (foto di Salvatore Pastore) Una scena dello spettacolo (foto di Salvatore Pastore)

Pistoia - Mercoledì 29 gennaio (ore 21), in prima regionale per la Toscana, in scena al Manzoni il nuovo spettacolo di Cristiana Morganti “Another round for five”.

Il lavoro, che ha debuttato lo scorso dicembre al Teatro San Ferdinando di Napoli, vede il sostegno di una cordata di strutture teatrali importanti a partire dal Funaro, che accompagna fin dall’inizio il percorso di Morganti (unica artista prodotta del centro pistoiese) con Fondazione Campania dei Festival, produttori del progetto e TPE - Teatro Piemonte Europa, Teatro Metastasio di Prato, Associazione Teatrale Pistoiese, Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni e MA scène nationale - Pays de Montbéliard, che partecipano in coproduzione.

Sulla scena cinque danzatori di diverse nazionalità e dalle esperienze professionali eterogenee: Maria Giovanna Delle Donne, solista del Folkwang Tanz Studio, danzatrice ospite del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch e interprete di Johannes Wieland ed Henrietta Horn, Anna Fingerhuth, danzatrice tedesca già interprete di Jan Pusch, Wayne McGregor, Robin Orlin, Roy Assaf, la giovanissima francese Justine Lebas, formatasi al Conservatoire Supérieur Nationale de Paris, Antonio Montanile, storico interprete di Caterina Sagna e di Philippe Saire e infine il versatile olandese Damiaan Veens, presente in Germania nelle produzioni di Susanne Linke e Eun-Sik Park.

Dopo le date di Torino (23/26 gennaio) e Pistoia (29 gennaio), lo spettacolo, che vede la collaborazione artistica di Kenji Takagi, il disegno luci di Jacopo Pantani sarà poi in tour anche a Reggio Emilia (21 febbraio), a Montbeliard (Francia, 17 novembre), Prato (Teatro Fabbricone), Padova e Venezia (le date sono in via di definizione).

I protagonisti dello spettacolo si trovano in un luogo non ben definito, forse un club, un circolo, sicuramente un luogo a cui si appartiene o da cui si viene esclusi e in cui si consumano rituali, esibizioni televisive, gare, terapie di gruppo, scontri, discussioni e confessioni. Si riuniscono spesso in cerchio, come attirati da un’illusione di armonia difficile da mantenere.

Su una scena quasi completamente vuota – appaiono rapidamente solo alcuni oggetti – prende forma una dimensione ironica e claustrofobica insieme, in cui il tempo è scandito da flashback e anticipazioni, in un gioco dove realtà e finzione, conscio e inconscio, equilibrio e caos si confondono. Sono sorte di primi piani, campi lunghi e piani sequenza quelli che qui costruisce Cristiana Morganti, in cui si alternano momenti di danza potente e vitale a momenti più teatrali, comici e toccanti, nei quali gli interpreti si rivelano, si raccontano con spiazzante sincerità.

Nel corso dello spettacolo emergono dunque sempre più nitidi cinque personaggi, molto diversi tra loro eppure molto vicini.

La struttura drammaturgica è sostenuta dalle musiche, con alcuni brani che tornano ciclicamente a sottolineare la ripetitività o la variazione di determinate situazioni. I pezzi di autori vari spaziano tra generi molto diversi, dal tecno industrial tedesco di Florian Kupfer, alla musica sacra di Pergolesi, fino a un “classico” della musica pop come “What a feelin’” di Irene Cara.

Lo spettacolo è un racconto non lineare che prende forma attraverso una sorta di montaggio dal sapore cinematografico a cui è invitato a contribuire anche lo spettatore.

È la quinta creazione dell’artista italiana residente a Wuppertal, Germania, da quando ha iniziato il suo percorso come solista e coreografa “indipendente” dal Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, di cui è stata interprete per oltre venti anni. Quattro spettacoli ovvero “Moving with Pina” (che, dopo la presenza al Teatro Montand di Monsummano Terme, il 18 febbraio 2020, andrà poi in scena per l’ultima volta in Italia, al Funaro di Pistoia, l’8 aprile), “Jessica and me”, “A Fury Tale” – tutti fino ad oggi ininterrottamente impegnati in tour internazionali – e la produzione commissionata da Aterballetto nel 2017 “Non sapevano dove lasciarmi…”, due premi (il premio Positano Leonide Massine come Migliore Danzatrice Contemporanea dell’anno nel 2011, e il Premio Danza & Danza come Migliore Interprete/Coreografa, nel 2014) sono le tappe che precedono questo nuovo lavoro.

 

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