Speciali Reportcult: Pistoia Blues


 
 

Domenica, 01 Marzo 2020 21:04

“La vergine fredda”, ultimo capitolo degli Omini in terre di Groenlandia

Alcune scene dello spettacolo (fotografie di Stefano Di Cecio) Alcune scene dello spettacolo (fotografie di Stefano Di Cecio)

di Stefano Di Cecio

Pistoia - E’ il terzo episodio del Circolo Popolare Artico, la terza volta che la nostra stabilità mentale e ambientale viene assalita dalle vertigini polari e dalle loro conseguenze.

Lo skrøner, una verità che potrebbe essere una menzogna o una menzogna che potrebbe essere una verità. Anche l’ambientazione dello spettacolo sembra ricordarlo. Siamo infatti al Teatro Manzoni ma non in platea, lo spettacolo si svolge sul palco sì, ma gli spettatori sono anch’essi lì, quando si apre il sipario appare la platea con le sedie coperte da un telo di plastica trasparente che, illuminato di blu, ci avvolge come un freddo glaciale e il mistero di notte perenne e fredda. Un teatro nel teatro.

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Giulia Zacchini, l’autrice del testo, ispirato dai libri di Jørn Riel, questa volta articola le storie all’interno di sei baracche dove vivono i cacciatori. Sono 15 con 92 cani da slitta, dato il loro carattere e le avversità che affrontano per sopravvivere, sono diventati i nostri eroi. Sul palcoscenico Luca Zacchini, Francesco Rotelli e Paola Tintinelli in una Groenlandia inospitale come al solito, ma questa volta arriva Emma.

Una donna o una santa che consola la solitudine degli uomini, passando di letto in letto e rimanendo comunque vergine e fredda perché non esiste se non nell’immaginazione degli uomini. Per lei i cacciatori fanno di tutto. Perché si sa, tira più un pelo di...che un carro di buoi e per averla solo per sé si scambiano le cose più care.

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Emma va, porta felicità e compagnia, di baracca in baracca fino ad abbandonare quel mondo e a ritornare nella notte fredda. Emma non esiste se non nell’immaginazione ma forse è più vera così, più tangibile di quanto avrebbe potuto esserlo in carne ed ossa.

Le situazioni che gli Omini portano in scena sono al limite di un mondo paradossale e fanno ridere i protagonisti, della loro ingenuità, della loro voglia di vivere, anzi, sopravvivere a una natura matrigna e mamma allo stesso tempo. Non mancano le incursioni di altri personaggi che abbiamo visto negli episodi precedenti, il tricheco o il gallo, che danno una parvenza di sicurezza e di controllo.

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