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Martedì, 14 Luglio 2020 22:42

Si apre la 50ma edizione del Festival di Santarcangelo

di Giacomo Martini

SANTARCANGELO - Si apre la 50ma edizione del Festival di Santarcangelo di Romagna.

Un anomalo rituale propiziatorio, a cui prenderanno parte 30 persone, fra l’equipe del festival, le volontarie e i volontari che collaborano a questa complessa edizione, inaugura mercoledì 15 luglio alle ore 18 in piazza Ganganelli con l’intervento di Jooklo Duo (il sax di Virginia Genta e la batteria di David Vanzan) il “Futuro Fantastico di Santarcangelo Festival 2050”, la 50esima edizione del Festival che dal 1971 porta a Santarcangelo di Romagna (Rimini) il meglio della scena contemporanea italiana e mondiale, quest’anno in una veste “pandemica”, che prosegue poi nei luoghi all’aperto della città fino al 19 luglio. Nella prima serata di Festival inaugurano le rassegne gratuite (ma con biglietto, per norme anti-covid) di cinema e musica, che proseguono fino a domenica. In questo caso l’accesso prevede il ritiro di un biglietto poiché, anche se l’appuntamento è gratuito, il posto deve essere comunque sempre assegnato. I biglietti sono disponibili sugli spazi (Piazza Ganganelli per il cinema e Sferisterio per la musica, a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni appuntamento.

Sans Soleil - visioni rare e non identificate, ogni sera dalle ore 21.30 a tarda sera, è la programmazione cinematografica per il grande schermo allestito in Piazza Ganganelli realizzata da Filmmaker festival. Si apre con il cinema e la musica: mercoledì 15 luglio verrà trasmessa una composizione di estratti dal documentario in progress per raccontare i 50 anni di Santarcangelo Festival “50 – Santarcangelo Festival!” di Michele Mellara, Alessandro Rossi (Mammut Film). A seguire verrà proiettata una breve testimonianza del lavoro in mare di Mediterranea Saving Humans, per cui durante tutto il Festival sarà attiva una raccolta fondi. Sarà poi la volta di ☆ (ndr il simbolo è titolo) di Johann Lurf (Austria 2017 – 9 min), una raccolta di firmamenti che attraversa la storia del cinema dall’epoca del muto ai giorni nostri, circa 550 film ripresi per estratti, presentati in ordine cronologico ed elencati in chiusura.

Per il teatro tra gli ospiti più attesi, alle ore 22 (Nello Spazio, Parco Baden Powell), Davide Enia presenta L’Abisso, Premio Ubu 2019 come migliore nuovo testo italiano. Accompagnato da Giulio Barocchieri alla chitarra, l’attore e drammaturgo palermitano affronta l’indicibile tragedia degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo, evocando grazie al “cunto” siciliano le storie di morte, di disperazione ma anche di pietà, fratellanza e dignità che ha incontrato sull’isola di Lampedusa insieme al padre.

Identità e genere sono invece al centro de La Mappa del Cuore di Lea Melandri di Ateliersi (15 e 16 luglio ore 21.30, Piazzetta Galassi), con Fiorenza Menni, Andrea Mochi Sismondi e la cantante Francesca Pizzo: un viaggio musicale ed emotivo attraverso la rubrica che negli anni ‘80 Lea Melandri, figura di riferimento del femminismo, ha tenuto sul settimanale per adolescenti “Ragazza In”, portando dirompenti stimoli di carattere psicoanalitico, poetico e letterario.

Senza dimenticare la danza. Virgilio Sieni guida quattro lezioni sulla consapevolezza del corpo, rivolte ai cittadini di ogni età, provenienza e abilità, utilizzando altrettante opere pittoriche, in un processo di trasmissione fondato su lentezza e ascolto: quattro lezioni sul corpo politico e la cura della distanza, creato ad hoc per il Festival, è un’esperienza sulle forme della trasmissione, della partecipazione e della visione, in cui il pubblico può scegliere se prendere parte all’azione o osservarla (15 luglio ore 19, repliche 16 e 17 luglio, su iscrizione alla lezione o con biglietto per assistervi).

Dall’incontro e dalla ricerca sulle esperienze e la memoria visiva delle persone è nato Energheia (15 e 16 luglio ore 20 Nello Spazio), della coreografa e danzatrice Paola Bianchi, con musiche composte ed eseguite dal vivo da Fabrizio Modonese Palumbo, versione site-specific del progetto dedicato all’archivio retinico-mnemonico della comunità in cui l’artista ha coinvolto una quarantina di partecipanti.

In chiusura di serata, Masque con Luce, porta alle ore 23.30 Nello Spazio (in replica alla stessa ora il 16 luglio) una insolita performance per Tesla coil e CO2: una danzatrice, posta su un alto piedistallo metallico, e due bobine di Tesla, l’una di fronte all’altra, duettano amplificando la cornucopia di fulmini e saette, in un gioco di riflessi tra il movimento della luce e del corpo umano.